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LA REVOCA DELL'IMMUNITA' A MARINE LE PEN AUMENTA LA SUA PROBABILITA' DI VITTORIA

Il Parlamento europeo ha messo a nudo il leader del Fronte Nazionale e deputato europeo Marine Le Pen della sua immunità parlamentare dopo una richiesta dai procuratori francesi.
I pubblici ministeri a Nanterre vogliono sporgere denuncia contro di lei per "la pubblicazione di immagini violente."
Le accuse portano una multa massima di 75.000 euro ($ 79.000) e una condanna a tre anni di carcere.
Le Pen ha solo condiviso le foto raccapriccianti di Daesh (ISIL / ISIS) mentre uccide con i suoi seguaci su Twitter a dicembre 2015.
"Daesh è QUESTO!" Le Pen ha twittato, insieme a foto grafiche delle esecuzioni di Daesh usate per illustrare il suo punto di vista.
Le tre foto hanno mostrato il corpo decapitato del giornalista James Foley e altri due prigionieri.
Le Pen in seguito ha cancellato le foto dopo una denuncia dai genitori di Foley, ma ha difeso le sue azioni, dicendo che non sapeva chi erano le vittime e che le foto erano facilmente reperibili su internet.
E …

LA MACCHINA DELLA DISCORDIA


Da chi abbiamo imparato il nostro modello di vita e il nostro sistema di governo?
Gli Stati Uniti dopo la caduta del sistema Fascista e Nazista furono coloro che portarono il cosidetto sistema di governo democratico in Europa.
Per l'economia degli USA, la seconda guerra mondiale è stata davvero decisamente un toccasana.
Quando i carri armati di Hitler invasero la Polonia, negli USA c'erano ancora dieci milioni di disoccupati, mentre, grazie all'enorme sforzo chiesto all'industria dalla produzione bellica, nel 1945 i disoccupati erano scesi a soli due milioni: Gore Vidal, intellettuale statunitense decisamente fuori dal coro, sostiene che ancora oggi l'industria americana si regga sulle guerre, senza le quali inizierebbe a boccheggiare; questo spiegherebbe il fatto che, quando non ci sono conflitti in giro, il Pentagono si inventi qualche crociata in difesa della pace mondiale e , di fatto, metta in piedi una nuova guerra dal nulla: gli esempi, anche recentissimi, non mancano.

Gli USA uscirono dalla guerra più forti, più competitivi e, soprattutto, indenni da un punto di vista infrastrutturale, rispetto ai competitori economici europei, prostrati dai sacrifici bellici, con gran parte degli impianti produttivi danneggiati ed una produzione industriale che raggiungeva a stento la metà di quella del 1939.
La vecchia Europa si dibatteva tra i gorghi di un debito pubblico cresciuto spaventosamente (più o meno del 300%) e di un'inflazione che aveva aumentato il costo della vita di due volte e mezza rispetto a prima della guerra (non in Italia, in cui l'aumento fu del 2000%!).
Questo diede agli Stati Uniti un vantaggio incolmabile, nonché una supremazia finanziaria assoluta su tutto il pianeta.
Nel 1945, tanto per capirci, gli USA detenevano il 75% dei capitali investiti nel mondo ed il 70% delle riserve auree della terra; dagli USA, inoltre, proveniva la maggior parte dei prodotti finiti che circolavano nel mondo: l'80% delle automobili e degli aeroplani, il 52% dell'acciaio, il 58% del petrolio.
Forti di questa situazione, gli USA, già nel 1944, durante gli accordi di Bretton Woods, riuscirono ad imporre il proprio punto di vista in tema di politica economica ai propri partners (44 paesi): questi accordi divennero operativi nel dicembre del 1945.
Le condizioni erano chiare: libera convertibilità monetaria, rinuncia al protezionismo a favore dello sviluppo di un libero mercato (a tutto vantaggio di chi aveva un'economia più forte, ovviamente) e centralità monetaria internazionale del dollaro, unica divisa convertibile in oro (gold exchange standard), che avrebbe soppiantato la sterlina: nasceva lo SMI (Sistema Monetario Internazionale), con rapporti di cambio fissi tra le valute (basati sul loro rapporto col dollaro), il cui organo decisionale divenne il FMI (Fondo Monetario Internazionale), che funzionava da giudice in questioni valutarie internazionali.
Di fatto, dopo Bretton Woods, il dollaro divenne la moneta ufficiale per le grandi transazioni internazionali, legando a doppio filo l'economia mondiale a quella statunitense: se il dollaro valeva poco, importare conveniva ed esportare no, se valeva molto, era l'esatto contrario: si diceva della banconota verde che era as good as gold, buona quanto l'oro.
Se, per quanto riguardava la questione valutaria, gli USA avevano risolto i propri problemi, rimaneva, però, la questione di con chi instaurare proficui scambi commerciali: in buona sostanza bisognava ricreare un mercato, senza il quale le automobili ed i frigoriferi dello zio Sam gli sarebbero restati sulla groppa: per questo motivo, gli americani organizzarono una conferenza con i 25 paesi economicamente più importanti del mondo (esclusi quelli del blocco comunista, che non aderirono neppure al FMI), in cui si desse il via libera agli scambi commerciali su scala planetaria.
Questa conferenza, che prese il nome di GATT (General Agreement on Tariffs and Trade), si tenne a Ginevra, nel 1947 e sancì l'abbassamento dei dazi doganali, l'illimitatezza delle importazioni, l'abbandono del protezionismo e la pianificazione economica mondiale a scansione periodica: insomma, una conferenza che potremmo definire "su misura" per le esigenze degli USA.
Come si è già detto, la prima azione concreta degli USA per ricostruire quel mercato europeo, di cui essi avevano disperato bisogno, fu il Piano Marshall, sul quale non aggiungiamo nulla, rimandando il lettore all'inserto nel quale l'argomento è ampiamente trattato; indichiamo, viceversa, in questa sede, le strutture che controllavano ed organizzavano le forniture di aiuti all'Europa, vale a dire l'americana ECA (Economic Cooperation Administration), che presiedeva alla distribuzione all'Europa, e l'europea OECE (Organizzazione Europea di Cooperazione Economica), che, invece, divideva gli aiuti tra i vari paesi aderenti al piano.
Grazie a questa politica di ricostruzione, nel 1950 l'Europa era pronta a diventare un grande mercato per gli USA; ma stava cominciando anche a diventare qualcos'altro.
"Documenti governativi americani declassificati mostrano che la comunità dell' intelligence degli Stati Uniti ha condotto una campagna negli anni Cinquanta e Sessanta per costruire lo slancio per l'Europa unita. (Che cosa sono i documenti vengono declassificati vedi qui)
E anche finanziato e diretto il movimento federalista europeo.
I documenti confermano i sospetti espressi al momento in cui l'America stava lavorando aggressivamente dietro le quinte per spingere la Gran Bretagna in uno Stato europeo.
Un memorandum, datato al 26 Luglio 1950, fornisce le istruzioni per una campagna per promuovere un parlamento europeo a pieno titolo.
E 'firmato da Gen William J. Donovan, capo dell'Ufficio di guerra americano of Strategic Services, precursore della CIA.
I documenti sono stati trovati da Joshua Paul, un ricercatore presso la Georgetown University di Washington.
Essi comprendono i file rilasciati dagli Archivi Nazionali degli Stati Uniti.
Il principale strumento di Washington per definire l'agenda europea è stato il Comitato americano per un'Europa unita, creata nel 1948.
Il presidente era Donovan, apparentemente un avvocato privato da allora.
Il vice-presidente era Allen Dulles, direttore della CIA negli anni Cinquanta. La pensione includeva Walter Bedell Smith, primo direttore della CIA, ed un elenco di figure e funzionari ex OSS che si muovevano dentro e fuori della CIA.
I documenti dimostrano che ha ACUE finanziato il Movimento europeo, la più importante organizzazione federalista negli anni del dopoguerra.
Nel 1958, per esempio, ha fornito il 53,5 per cento dei fondi del movimento.
La Campagna europea della gioventù, un braccio del Movimento europeo, è stato interamente finanziato e controllato da Washington.
Il regista belga, il barone Boel, ha ricevuto pagamenti mensili in un conto speciale. Quando la testa del Movimento europeo, di origine polacca, Joseph Retinger, aveva imbrigliato questo livello di controllo americano e ha cercato di raccogliere fondi in Europa, è stato subito rimproverato.
I leader del Movimento Europeo - Retinger, il visionario Robert Schuman e l'ex primo ministro belga Paul-Henri Spaak - sono stati tutti trattati come braccianti dai loro sponsor americani.
Il ruolo degli Stati Uniti è stato gestito come un'operazione segreta.
Il finanziamento di ACUE è venuto dalle fondazioni Ford e Rockefeller, nonché i gruppi d'affari con stretti legami con il governo degli Stati Uniti.
Il capo della Fondazione Ford, ex ufficiale-OSS Paul Hoffman, è stato visto come capo dell'ACUE alla fine degli anni Cinquanta.
Il Dipartimento di Stato ha svolto un ruolo. Una nota dalla sezione europea, in data 11 giugno 1965, consiglia il vice-presidente della Comunità economica europea, Robert Marjolin, di perseguire l'unione monetaria di nascosto.
Si raccomanda di sopprimere il dibattito fino al punto in cui "l'adozione di tali proposte sarebbe diventato praticamente inevitabile".""
Si comprende quindi come dopo la Seconda Guerra Mondiale l'Europa sia diventata una sorta di avanmposto alleato il cui sistema di governo "democratico" dei vari paesi membri sia sfruttato dagli Stati Uniti per porvi le proprie basi americane e oltretutto anche il sistema di comunicazione stesso era basato su modello degli Stati Uniti.
Però sussiste un'importante differenza tra le elezioni democratiche dei paesi europei e quelle americane.
Ce lo spiega il presidente Vladimir Putin come funziona:

La macchina mediatica della divulgazione, comunicazione e della propaganda stessa dell'Occidente è un mezzo sulla quale si possono condizionare la masse e anche i sistemi elettorali dei vari governi.
Guardiamo la Bulgaria, paese membro della NATO e all'interno dell'Unione Europea.

Dopo il crollo del 2008, il governo Borisov è stato gestito da un ministro delle finanze nominato dall'FMI, M. Djankov, ancora più odiato lui di Borisov.
Djankov era da tempo un grande burocrate nella Banca Mondiale.
La sua fazione è salita al potere nel 2007 con un tasso di partecipazione elettorale di circa il 27%. Nel 2009, ancora una volta, la sua fazione è salita al potere con un totale di 38% del voto popolare in, ancora una volta, una farsa di elezioni in cui solo una manciata di bulgari ha votato.
Naturalmente, l'Occidente vede le elezioni dei suoi tirapiedi in queste condizioni perfettamente ragionevole.
I media sono diventati e gestiti da proprietà di imprese occidentalizzate e hanno mostrato solo i discorsi di Borisov durante le elezioni.
Questo sistema preferenziale ha assicurato la sua "vittoria elettorale" con la piena benedizione degli Stati Uniti e Unione europea.

Eppure il consenso nei sondaggi da parte della popolazione bulgara mostra un notevole dissenso nei confronti dell'Europa e dell'Unione Europea.
Il "partito di governo" occidentalizzato di Borisov, i "Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria," ha visto nei sondaggi un indice di gradimento tra l'11 e il 15%, anche se il loro presidente ha ricevuto quasi il 50% dei voti.
L'Occidente considera non solo questo sistema "democratico", ma Borisov ha ricevuto il sostegno pubblico da David Cameron, Angela Merkel, e Barack Obama.
Eppure Brunwasser recentemente ha citato un sondaggio in Bulgaria che mostra che il 76% dei bulgari mette in discussione gli assunti fondamentali della democrazia liberale.
Questo è presentato come se si trattasse di un inspiegabile e indicativa, senza dubbio, mancanza di saggezza bulgara.

Il condizionamento mediatico dell'Occidente è anche in grado di portare le popolazioni dei vari stati alla convinzione che la guerra contro un singolo stato sia una cosa giusta.
Spesso sentiamo descrivere la Siria e il la Libia ai tempi di Ghedaffi come una "dittatura" oppure un "regime" per il fatto che gli Stati Uniti hanno deciso di intervenire contro il suo governo.
Quello che non si sa della Siria del presidente Bashar Assad sono solo le cose che vengono promosse dai media occidentali eppure se le persone avessero più spesso l'accortezza di informarsi da altre fonti straniere si osserverebbero informazioni che demoliscono la teoria del "regime."
Per esempio di Bashar Assad non si sanno le seguenti cose:
la Siria è l' unico paese arabo che non ha debiti con il fondo monetario internazionale, né con la Banca mondiale, né con chiunque altro.
- la famiglia Assad appartiene all' orientamento alauita di Islam tollerante.
- le donne siriane hanno gli stessi diritti degli uomini allo studio, sanità e istruzione.
- le donne siriane non sono obbligate a indossare il burka. La Sharia (legge islamica) è incostituzionale.
- la Siria è l' unico paese arabo con una Costituzione laica e non tollera movimenti estremisti islamici.
- circa il 10% della popolazione siriana appartiene a uno dei molti rami cristiani, sempre presenti nella vita politica e sociale.
- in altri paesi arabi la popolazione cristiana non raggiunge l' 1% a causa dei maltrattamenti subiti.
- la Siria è l' unico paese del Mediterraneo interamente proprietario del suo petrolio (circa 500.000 barr/day) e che non ha privatizzato le sue aziende statali.
- la Siria ha un' apertura verso la società e la cultura occidentale come nessun altro paese arabo.
- la Siria era il solo Paese pacifico in zona, senza guerre o conflitti interni.
- la Siria è l' unico paese al mondo che ha ammesso i rifugiati iracheni, senza alcuna discriminazione sociale, politica o religiosa.
- Bashar Al-Assad ha un' elevatissima approvazione popolare. Infatti nonostante ci siano state delle rivolte da parte di ribelli finanziati dagli Stati Uniti nel giugno 2014 è stato rieletto secondo regolari con l'88,07% dei voti.
Non possiamo fare a meno di parlare anche di Muammar Ghedaffi, anch'esso definito dall'Occidente un dittatore probabilmente per il fatto che ha preso il potere con un colpo di stato, ma che durante i suoi quarant'anni di governo ha risollevato un paese dalla miseria con la liquidità ricavata dal petrolio.
Osserviamo quello che non è stato descritto dai media occidentali sui suoi anni di governo:
- La Libia non forniva, paradossalmente, alcun pretesto per l’aggressione, perché era il Paese più prospero dell’Oriente arabo.
Lo stipendio di un’infermiera era superiore a quello degli Stati Uniti, per non parlare degli altri paesi arabi, più di tremila dollari.
Lo standard di vita in Libia era il più alto in Africa
-Il momento chiave è stato prima di tutto quando la Libia ha cominciato a mostrare realmente elevati tassi di crescita economica; secondo: il più alto livello di qualità della vita tra i Paesi africani; terzo: avvicinandosi al Sud Africa.
Insieme al Sud Africa, membro del BRICS, formava un nuovo centro di potere economico in Africa.
Si stavano realizzando piani per costruire una ferrovia attraverso tutta l’Africa, tra il Sudafrica e la Libia.
Le RZD (Ferrovie Russe) potevano ottenere profitti per decine di miliardi di dollari.
Ma non solo la Russia avrebbe tratto beneficio da questo progetto, ma avrebbe giovato all’intero continente africano in generale, perché la ferrovia sarebbe stata prevista passare in tutte le principali zone di conflitto (così chiamiamo anche il Congo e l’Angola, il Mozambico e altre aree), – questo significa comunicazione, questo è costruzione, questo è il progresso.
Naturalmente, si poteva posizionare l’Africa su un piano fondamentalmente diverso di sviluppo socio-economico.
-La ragione di base del conflitto in Libia stava nel fatto che la Russia e la Cina stavano cominciando ad avere un'influenza tale nella regione che minacciava l'influenza degli Stati Uniti sul continente africano.
-Gheddafi il 1° settembre 1969, dopo un colpo di Stato contro il Re Idris I, ha preso il potere mettendosi a capo del Consiglio del Comando della Rivoluzione e proclamando la Libia una Repubblica.
Ha abolito le elezioni e tutti i partiti politici; però, ha anche emanato una nuova Costituzione da lui definita «araba, libera e democratica», ispirandosi all’Egiziano Nasser e introducendo nella politica uno spirito militante e rivoluzionario.
-Ha nazionalizzato la maggior parte delle proprietà petrolifere straniere e chiuso le basi militari statunitensi e britanniche, cercando di coniugare i principi del panarabismo con quelli della socialdemocrazia ed esponendo i suoi principi politici e filosofici nel Libro Verde, pubblicato nel 1976, nel quale tenta di tracciare una «terza via» rispetto al comunismo e al capitalismo.
-Gheddafi ha usato i dollari derivati dal petrolio e dal gas naturale per sviluppare il Paese: nuove strade, scuole, ospedali, università, case popolari a bassissimo prezzo, industrie, sviluppo agricolo con l’acqua tirata su nel deserto anche da una profondità di mille metri! Si è dotato di armi (provenienti da Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna e soprattutto Unione Sovietica) nel tentativo di far diventare la Libia una potenza regionale in grado di difendersi.
-Ha investito anche nello sviluppo dell’industria leggera e delle infrastrutture, e nella modernizzazione dell’agricoltura, favorendo nel contempo l’immigrazione per sopperire alla scarsità di manodopera.
Per portare l’acqua dal deserto alle città costiere di Tripoli, Bengasi, Sirte e Tobruch (dove risiede il 70% della popolazione), novecento chilometri più a Nord, è stato costruito da un’impresa sudcoreana il Grande Fiume Artificiale, l’acquedotto più grande del mondo: quattromila chilometri di condutture di calcestruzzo del diametro di quattro metri; le condutture sono sepolte nella sabbia ed hanno una portata complessiva di sei milioni di metri cubi d’acqua al giorno2.
L’acqua strappata alle profondità della terra ha permesso la fioritura del deserto: un lago di trentacinque chilometri di lunghezza e campagne coltivate e cittadine, dove vent’anni fa non c’era nulla.
-La città di Sebha, capitale della regione, conta ottantamila abitanti; vi abitava un sacerdote medico italiano, don Giovanni Bressan di Padova, che è stato uno dei fondatori dell’Ospedale Centrale e che ha riunito i molti Africani profughi dai Paesi a Sud del deserto (Nigeria, Ghana, e via dicendo) fondando per essi una parrocchia, una scuola, un centro di riunioni e di gioco.
Gheddafi ha fatto molto per il suo popolo: ha mandato le bambine a scuola e le ragazze all’Università, ha abolito la poligamia e varato leggi in favore della donna anche nel matrimonio; ad esempio, ha proibito di tener chiuse le ragazze e le donne in casa e nel cortile cintato di casa.
-A Tripoli, ha fondato una scuola per addestrare donne poliziotto, che hanno potuto raggiungere anche alti gradi nella gerarchia militare, come quello di colonnello.
-Gheddafi iniziava a pretendere oro (E NON PIU CARTA-STRACCIA) per il commercio del petrolio.
In pratica voleva ripudiare il dollaro per sostituirlo con una nuova moneta comune a tutti gli stati nord-africani e del medio-oriente chiamata: “dinaro africano”. Moneta interamente aurea.
-Gheddafi stava usando parte dei proventi del petrolio libico per finanziare la creazione del Fondo Monetario Africano che avrebbe liberato i paesi africani dall’usura bancaria del Fondo Monetario Internazionale.
-Gheddafi stava spigendo e influenzando l’unione dell’Africa in modo che fosse abbastanza potente da non farsi più schiacciare dalla tirannide reazionaria d’occidente.
Eppure spesso e volentieri ci è stato descritto come un "dittatore sanguinario."
La stampa occidentale è riuscita a inventare nuovi dittatori anche a livello europeo:

-Alexander Lukashenko è presidente dal 1994, quando la sua campagna elettorale anti-corruzione lo aiutò a spuntarla contro l’allora presidente Stanislaw Shushkevic. Da allora ha vinto ogni singola elezione.
Il governo degli Stati Uniti e il giornale il Fatto Quotidiano, dall'informazione piuttosto distorta a parere di chi scrive, descrivono Lukashenko "l'ultimo dittatore e tiranno in Europa". (qui) e (qui)

-La stessa cosa viene descritta per il presidente Victor Orban.
La prima volta è stata quella del senatore John McCain, il quale ha definito il primo ministro Viktor Orban "un dittatore neofascista". (qui)
Durante il dibattito nel Senato Usa sui nuovi ambasciatori, ieri, McCain ha parlato dell'Ungheria come di una "nazione che è vicina a cedere la sua sovranità a un dittatore neofascista che va a letto con Vladimir Putin", successivamente il presidente Orban viene descritto su alcuni quotidiani come ad esempio il "Fatto Quotidiano" come un dittatore.
Peccato che il suo paese sta vivendo una crescita economica che rispetto ai paesi della "zona euro" è del tutto invidiabile.
Per comprendere come l'Ungheria sia un paese che funziona è sufficiente sapere che nell'ultimo trimestre del 2014, il numero dei senza lavoro in Ungheria è stato di 319mila unità, 80mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2013.
Il tasso di disoccupazione è sceso così di due punti percentuali, toccando il 7,1%, un livello ormai consolidato nel corso degli ultimi mesi.
Lo comunica l'Ufficio statistico centrale ungherese (Ksh).
In una nota, il Ksh illustra inoltre che nella fascia d'età 25-54, quella dei cittadini più attivi sul mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione è sceso al 6,4%, -1,7% su base annua.
Ksh che ha citato anche dati del Servizio nazionale per l'impiego (Afsz), che specificano che alla fine di dicembre 2014 in Ungheria erano 391mila le persone in cerca di un lavoro, -5,6% rispetto al dicembre 2013.
Buone notizie anche sul fronte del tasso di occupazione nella fascia d'età 15-64, ora al 62,6%. Nell'ultimo trimestre 2014, il numero degli ungheresi con un impiego è salito a 4 milioni 142mila, +172mila rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

-Un'altro dittatore che l'Occidente ha trovato il modo di resuscitare dalla sua antica memoria dei tempi sovietici è proprio il presidente Vladimir Putin.
In particolare sono state criticate le prese di posizione del suo governo contrarie alla legalizzazione di matrimoni e adozioni LGBT in Russia e sopratutto la sua posizione sull'Ucraina, erroneamente considerate illegittime dall'Occidente per quanto riguarda la Crimea, mentre per quanto riguarda i combattimenti tra le popolazioni russe dell'sud dell'Ucraina e l'esercito ucraino viene accusato senza alcun straccio di prova di mandare eserciti e sostenere le rivolte.
Il problema è che non ha mai fatto nulla del genere.
Ma non finisce qui, non riuscendo a trasformare Putin in un dittatore per mancanza di fatti reali, la stampa ha saputo costruire anche qualcosa che lo attaccasse sul personale come ad esempio:
-" Un ex ubriacone ossessionato dall’età che picchiava la moglie: è il ritratto di Vladimir Putin che emerge da un documentario della televisione tedesca ZDF. Una nuova immagine al vetriolo che si aggiunge allo studio americano, commissionato dal Pentagono, che sostiene che il capo del Cremlino sia autistico, o malato della sindrome di Asperger."(qui)

-"Vladimir Putin, la soffiata: "Picchiava la moglie Ljudmila. Un tempo era grasso e incapace""(qui)

-Vladimir Putin, lifting facciale e allenamento in palestra: ossessionato dal decadimento fisico e picchiava la moglie (qui)

Insomma, si cerca di colpirlo in Occidente in qualsiasi modo possibile..senza risultato.
Allo stesso modo nonostante le sanzioni si evidenzia il fatto che la sua popolarità nella Federazione Russa rispetto allo scorso anno è cresciuta all'85% oltre al fatto che pochi giorni fa in Russia una manifestazione composta da 50.000 persone ha eloggiato Putin e l'ex presidente ucraino Yankunovich.
Migliaia di sostenitori del presidente Vladimir Putin sono scesi in piazza vicino al Cremlino per commemorare il primo anno della protesta nella vicina Ucraina, che spodestò il presidente filorusso, e per promettere che lo stesso non accadrà mai in Russia. I manifestanti, molti dei quali in uniforme da combattimento, hanno sventolato bandiere russe ed esibito il nastro arancione e nero di San Giorgio, simbolo della vittoria russa sui nazisti, adottato come contrassegno d'onore dai separatisti russi ucraini.
Molti slogan parlavano chiaro "Non abbiamo bisogno dell'ideologia occidentale e delle parate di gay" si leggeva su un altro cartellone, mentre una colonne di cosacchi marciava dietro lo striscione "Maidan è una malattia, la cureremo". "Putinismo per sempre" era scritto sul cartellone brandito da un'anziana signora.
Nato qualche settimana fa, il movimento che ha organizzato la marcia, Anti-Maidan, comprende motociclisti, cosacchi, veterani delle guerre di Afghanistan e Cecenia, alcuni dei quali hanno combattuto accanto ai ribelli ucraini. "L'esempio ucraino ci ha insegnato molto, non consentiremo una Maidan nel nostro Paese!" è stato lo slogan dell'organizzazione.
Il linguaggio degli Anti-Maidan in piazza è stato molto emotivo, aggressivo, mirato a scaldare la folla in un evento che sembrava avere una sua coreografia a sostegno di Putin, che accusa l'Occidente di aver provocato i moti in Ucraina. "Vi chiedo di unirvi attorno al presidente russo in un momento in cui i nemici della Russia si stanno mobilitando" ha detto dal palco Alexander Zaldostanov, capo della gang di motociclisti Lupi della Notte,
Insomma Putin è un "dittatore" solo in Occidente.
Si nota che questi "dittatori" che i media occidentali sanno trovare come risorse rinnovabili sono tutte persone elette democraticamente e nella quale il popolo stesso di quella nazione si sente rappresentato.

La macchina mediatica Occidentale però ha saputo anche fare di meglio con il legittimo presidente del Venezuela, Nicolas Maduro.
Il New York Times ha mostrato alcune settimane fa un degradante editoriale e classificato il presidente venezuelano Maduro, con l'etichettatura tipica americana "irregolare e dispotico", un altro quotidiano attraverso l'Atlantico accusan il Presidente dell'Assemblea Nazionale del Venezuela, Diosdado Cabello, la più potente figura politica nel paese dopo Maduro, di essere un boss dei narcotici.
Mentre questo tipo di campagna coordinata mediatica contro il Venezuela non è nuovo - supportando il sempre ritratto ex presidente venezuelano Hugo Chavez, eletto presidente per quattro volte dalla schiacciante maggioranza, come un dittatore tirannico che sta distruggendo il paese - è chiaramente più intensa e ad un ritmo più rapido.
Il Venezuela in questo periodo soffre di un piombo improvviso e drammatico dei prezzi del petrolio.
L'economia dipendente dal petrolio del paese è fortemente contratta e il governo sta prendendo misure per riorganizzare il bilancio e garantire l'accesso ai servizi di base e beni, ma le persone sono ancora in difficoltà.
A differenza della rappresentazione distorta del The New York Times, i venezuelani non stanno morendo di fame, senza casa o soffrono di disoccupazione di massa, quanto paesi come la Grecia e la Spagna hanno sperimentato nel quadro delle politiche di austerità.
Nonostante alcune carenze - alcuni causati dei controlli valutari e altri con intenzionale accaparramento, sabotaggio o di contrabbando - il 95% dei venezuelani consumano tre pasti al giorno, una quantità che è raddoppiato dal 1990.
Il tasso di disoccupazione è inferiore al 6% e l'alloggio è sovvenzionato dallo Stato.

Quello che viene ricostruito mediaticamente nell'informazione occidentale riguardo altri sistemi di governo è una sorta di comunicazione che trascura i fatti positivi di un paese e del suo sistema di governo e ne risalta invece quelli negativi, spesso aggiungendo anche qualcosa in più non veritiero, come si può osservare nel caso del presidente russo di cui abbiamo discusso sopra.
La stessa vicenda ucraina è stata ricostruita su basi non reali sia di quello che vuole la popolazione ucraina, sia del suo legittimo presidente destituito con il caos di piazza Maidan.

Ancora una volta e l'ennesima i media hanno descritto l'ex presidente ucraino Viktor Yanukovich come un dittatore, si tratta di un fatto reale?
Durante la caduta del governo di Viktor Yanukovich, i media occidentali hanno cominciato a mitragliare come con la caduta del governo di Ghedaffi i classici titoli che distorcono la realtà dei fatti:
-Ukraine: 'The dictatorship has fallen.' (qui)
-"Viktor Ianukovich sembra aver perso ogni potere: il presidente aspirante dittatore che ha tentato di soffocare con la violenza prima le proteste pacifiche e poi una rivolta che pacifica non era più.." (qui)
-Viktor Yanukovich, il dittatore ucraino che viveva nel lusso (qui)
A differenza di alcuni dittatori, Viktor Yankunovich era tutt'altro che il regime corrotto che molti giornalisti hanno sottolineato, ma la sua presidenza è stata appoggiata e sostenuta da normali elezioni democratiche.
Ha ricoperto la carica di Primo ministro per tre volte: dal 2002 al 2004, dal 2004 al 2005 e dal 10 agosto 2006 al 18 dicembre 2007. È anche il leader del Partito delle Regioni, uno dei principali partiti del paese.
Il 3 ottobre 2014 ha ottenuto la cittadinanza russa.
È stato governatore della sua regione natale, l'Oblast di Donec'k, dal 1997 al 2002, ed è stato uno dei candidati alle elezioni presidenziali del 2004; sconfitto da Viktor Juščenko, è in seguito tornato a occupare la carica di Primo Ministro (dal 10 agosto 2006 al 18 settembre 2007).
Nel 2010 ha vinto le elezioni presidenziali contro la sfidante Julija Tymošenko.
Quando ha deciso di non ratificare il trattato di adesione all'Unione Europea e si è avvicinato più alla Federazione Russa manifestanti e estremisti fanatici hanno scatenato l'inferno per poi essere abbattuti da ignoti cecchini collocati sui tetti degli edifici.
Il primo errore in tutto ciò sta nel fatto che i media hanno detto che la maggioranza della popolazione ucraina voleva entrare a far parte dell'Unione Europea.
Secondo un sondaggio di gennaio, il 45% degli ucraini sosteneva le proteste dell'Euromaidan, mentre il 48% le disapprovava.
Effettivamente qui di nota un chiaro divario dell'opinione pubblica secondo la quale metà di essa voleva aderire all'Unione Europea mentre un'altra metà era divisa tra l'adesione all'Unone doganale Russia, Bielorussia, Kazakistan o altre minoranze.
E' chiara una cosa, la propaganda occidentale è un sistema politico di controllo dell'informazione che non fornisce le informazioni in modo imparziale ma con lo scopo di condizionare l'opinione pubblica e portarla più facilmente a credere che sistemi di governo democratici sono diventati regimi dittatoriali per il fatto che appoggiano la Federazione Russa e non altri sistemi di governo.
Controllare i mezzi di informazione ed escludere pareri contrastanti di altri paesi dai mezzi di comunicazione sono i mezzi principali con la quale gli Stati Uniti portano l'opinione pubblica ad appoggiaree la propria causa.

L'avvocato Eva Golinger descrive come "molto preoccupante" che gli Stati Uniti stanzino miliardi di dollari nel tentativo di "combattere e contrastare la Russia". Secondo la Golinger, che ha analizzato il progetto di bilancio federale degli Stati Uniti per il 2016, una delle priorità strategiche della nazione americana, è "contenere e combattere" l'influenza del canale RT.
Come Eva Golinger ha segnalato, "è molto preoccupante" l'inclusione in questo bilancio del Consiglio Superiore per la Comunicazione Audiovisiva (BBG, il suo acronimo in inglese), il cui direttore ha recentemente attaccato RT .
"In questo bilancio che inizia nel mese di ottobre di quest'anno più di 750 milioni sono stanziati per contrastare [ciò che l'America considera] la propaganda russa. Questo è esattamente il canale RT. Stanno stanziando una grossa somma di denaro per differenti iniziative volte a contenere l'influenza che questo canale e altri media russi hanno a livello globale"

Golinger ha detto che il bilancio degli Stati Uniti 2016 ha un "tono abbastanza duro nei confronti della Russia" . Dal documento analizzato dall'avvocato, diventa chiaro che la Russia "è una delle priorità di politica estera" e che Washington è intenzionata a combattere ciò che definisce 'aggressione russa'.

Mosca sta guadagnando sempre più un ruolo indesiderabile nella politica estera degli Stati Uniti e il progetto di bilancio federale dell presidente Barack Obama fa numerosi riferimenti "all'aggressione e alla pressione russa".
Ad inizio febbraio, il presidente americano Barack Obama ha inviato al Congresso il suo progetto di bilancio di quasi quattro miliardi di dollari per l'anno fiscale 2016, che prevede l'opposizione alla Russia come una priorità. Il bilancio "tiene conto delle azioni aggressive della Russia in Europa, e include proposte di sostegno politico, economico e militare per gli alleati della NATO e dei paesi partner europei", si legge nel documento.
Possiamo quindi notare come la Macchina della Discordia sia il principale mezzo con cui gli Stati Uniti distorcono l'opinione pubblica sulla realtà dei fatti arrivando a condizionare anche risultati politici in Europa e sopratutto innescare guerre come quella in Ucraina dalla quale sembra dipendere la propria economia e sopratutto risollevarsi.
Sembrerebbe che Vidal Gore, quando sosteneva che l'industria e l'economia americana si basavano sulle guerre, avesse superato se stesso e l'attuale amministrazione di Barack Obama ha portato fuori gli Stati Uniti dalla crisi economica solo dopo la Primavera Araba.
Nella sostanza Washington, per estendere la propria egemonia imperialista nel ventesimo secolo, ha avuto sempre la necessità di creare una forza del male per poi presentarla sotto le forme di un pericolo mortale all'opinione pubblica interna e scatenare la sempiterna guerra per la (loro) libertà e la democrazia. Così, via via, nell'ordine: Hitler, l'Unione Sovietica, oggi l'Islam e, attraverso i pretesti di Osama bin Laden e delle armi di distruzione di massa irachene, un presunto terrorismo, dai contorni apocalittici ma nella sostanza poco definito, da esso derivante.
Adesso gli USA col sostegno, e in sostegno, di Israele potrebbero dichiarare guerra a oltre un miliardo di musulmani nel mondo.
E ancora, non bisogna dimenticare mai la spregevole politica, questa sì terroristica, che gli Stati Uniti hanno condotto da sempre nel Sud e nel Centro America.
Sarebbe poco alla volta necessario che l'Europa cominciasse ad allentare la presenza americana dalla sua politica e dal suo territorio e ne impedisse l'aggressione dell'Ucraina.






Fonti:
http://xoomer.virgilio.it/parmanelweb/affare.htm
http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/1356047/Euro-federalists-financed-by-US-spy-chiefs.html
http://expianetadidio.blogspot.it/2014/12/il-doppio-gioco-dellimpero-occidentale.html
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/02/la-resistenza-bulgara-limportanza-del.html
http://www.repubblica.it/esteri/2014/06/04/news/siria_assad_rieletto_presidente_con_l_88_-88077831/
http://www.thepostinternazionale.it/mondo/bielorussia/l-ultima-dittatura-d-europa
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/01/loccidente-prepara-un-clima-di-odio.html
http://m.tiscali.it/articolo.php?article=http%3A%2F%2Fnotizie.tiscali.it%2Festeri%2Ffeeds%2F15%2F02%2F21%2Ft_02_20150221_000028.html
http://www.blitzquotidiano.it/politica-europea/putin-documentario-tedesco-ex-ubriacone-se-fatto-lifting-picchiava-moglie-2106697/
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/02/venezuela-un-colpo-di-stato-in-tempo.html
http://www.faustobiloslavo.eu/articolid.php?id=30554
http://actualidad.rt.com/actualidad/166015-golinger-eeuu-millones-contener-rusia
http://avanguardia.altervista.org/Le%20menzogne.htm



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