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LA REVOCA DELL'IMMUNITA' A MARINE LE PEN AUMENTA LA SUA PROBABILITA' DI VITTORIA

Il Parlamento europeo ha messo a nudo il leader del Fronte Nazionale e deputato europeo Marine Le Pen della sua immunità parlamentare dopo una richiesta dai procuratori francesi.
I pubblici ministeri a Nanterre vogliono sporgere denuncia contro di lei per "la pubblicazione di immagini violente."
Le accuse portano una multa massima di 75.000 euro ($ 79.000) e una condanna a tre anni di carcere.
Le Pen ha solo condiviso le foto raccapriccianti di Daesh (ISIL / ISIS) mentre uccide con i suoi seguaci su Twitter a dicembre 2015.
"Daesh è QUESTO!" Le Pen ha twittato, insieme a foto grafiche delle esecuzioni di Daesh usate per illustrare il suo punto di vista.
Le tre foto hanno mostrato il corpo decapitato del giornalista James Foley e altri due prigionieri.
Le Pen in seguito ha cancellato le foto dopo una denuncia dai genitori di Foley, ma ha difeso le sue azioni, dicendo che non sapeva chi erano le vittime e che le foto erano facilmente reperibili su internet.
E …

IL FINANCIAL TIMES SI SCAGLIA CONTRO LE SANZIONI ALLA RUSSIA


Samuel Carp, responsabile di Russia ed Eurasia presso l’International Institute for Startegic Studies, e Bernard Saucher, di Ufg Asset Manager, intervengono dalle pagine del “New York Times” – il quotidiano più autorevole delgi Stati Uniti – sul dibattito riguardante la crisi ucraina, e si esprimono clamorosamente contro le sanzioni economiche imposte da Washington, dall’amministrazione Obama, alla Russia.
“Il governo statunitense tende a considerare le sanzioni contro la Russia una politica a basso costo che finira’ per costringere (il presidente russo, ndr) Vladimir Putin a cambiare strategia in Ucraina”, scrivono i due autori. Tale convinzione, sposata dalla quasi totalita’ della politica, dei media e degli analisti statunitensi, “nasconde pero’ costi significativi e involontari che finiranno per nuocere agli interessi degli Stati Uniti ben piu’ dell’aggressione del Cremlino all’Ucraina”. Sono parole come macigni scagliati addosso al presidente e al suo staff di governo.
Anzitutto, le sanzioni commerciali e finanziarie alla Russia “stanno escludendo un paese di 140 milioni di persone da quel sistema finanziario e commerciale globale di cui gli Stati Uniti sono primi beneficiari”, e rischiano di far naufragare un obiettivo strategico di Washington sin dalla fine della Guerra fredda: “integrare la Russia nell’economia globale”.
In secondo luogo, con l’impiego delle sanzioni come arma politica da parte di Washington, “gli altri Stati non-alleati degli Usa hanno constatato che la tanto sudata integrazione e legittimazione istituzionale globale puo’ essere rivolta in un attimo da noi americani contro i paesi che la conseguono”.
Terzo, nonostante sia innegabile che le sanzioni economiche hanno inflitto un danno reale alle compagnie di Stato e ai gruppi di potere vicini al Cremlino, “il danno collaterale all’impresa privata e indipendente e ai comuni cittadini della Russia e’ e sara’ incomparabilmente maggiore: le aziende prive di protezione politica sconteranno un’atrofia delle vendite, la chiusura dei canali di finanziamento e un rinvio indefinito degli investimenti”.
Quarto, imponendo sanzioni alla Russia quando gia’ stava per entrare in una congiuntura economica recessiva, Washington ha concesso a Putin un pretesto per additare a nemici esterni le conseguenze delle decisioni assunte da suo governo.
Infine, le sanzioni sono percepite dai cittadini russi come un attacco diretto dell’Occidente ai loro danni, e cio’ non fa che aumentare il consenso a Putin e la marginalizzazione delle opposizioni politiche. Se la Russia dovesse affrontare turbolenze economiche ancor peggiori di quelle odierne, avvertono Carp e Saucher, gli Usa si troverebbero a far fronte a un paese ancor piu’ belligerante e a ricadute economiche ancora più gravi delle attuali sulla vicina Unione Europea, che a loro volta avrebbero effetti negativi a livello globale.
La presa di posizione del New York Times contro le sanzioni alla Russia non ha precedenti.


Fonte:http://www.stopeuro.org/il-new-york-times-si-scaglia-contro-le-sanzioni-alla-russia-danneggiano-noi-e-rafforzano-putin/


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