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LA REVOCA DELL'IMMUNITA' A MARINE LE PEN AUMENTA LA SUA PROBABILITA' DI VITTORIA

Il Parlamento europeo ha messo a nudo il leader del Fronte Nazionale e deputato europeo Marine Le Pen della sua immunità parlamentare dopo una richiesta dai procuratori francesi.
I pubblici ministeri a Nanterre vogliono sporgere denuncia contro di lei per "la pubblicazione di immagini violente."
Le accuse portano una multa massima di 75.000 euro ($ 79.000) e una condanna a tre anni di carcere.
Le Pen ha solo condiviso le foto raccapriccianti di Daesh (ISIL / ISIS) mentre uccide con i suoi seguaci su Twitter a dicembre 2015.
"Daesh è QUESTO!" Le Pen ha twittato, insieme a foto grafiche delle esecuzioni di Daesh usate per illustrare il suo punto di vista.
Le tre foto hanno mostrato il corpo decapitato del giornalista James Foley e altri due prigionieri.
Le Pen in seguito ha cancellato le foto dopo una denuncia dai genitori di Foley, ma ha difeso le sue azioni, dicendo che non sapeva chi erano le vittime e che le foto erano facilmente reperibili su internet.
E …

LE VITTIME DELLA POLITICA EUROPEA


Uno dei pochi leader delle nazioni europee ad avere la competenza reale e lungimirante di affrontare il pericolo rappresentato dall'ondata di centinaia di migliaia di immigrati che sta investendo l'Unione Europea è stato il Primo Ministro ungherese, Viktor Orban.
Esattamente un anno fa il primo ministro ungherese Viktor Orbán era un paria in Europa discriminato come xenofobo, in odore di autoritarismo, Orbán sembrava un errore di sistema del grande progetto europeo.
Ma il 2015 appena concluso è stato l’anno della rivalsa per il premier di Budapest, come ha scritto il sito Euobserver.
Le priorità da lui imposte hanno dominato l’agenda europea, alcune delle sue parole chiave sono diventate parte integrante del discorso pubblico, e alcuni leader europei, pur senza ammetterlo, hanno adottato almeno in parte la sua linea.
Nel gennaio del 2015, in un discorso tenuto all’indomani degli attacchi terroristici contro la redazione di Charlie Hebdo, Orbán fu il primo a ricordare che l’immigrazione sarebbe stata la prossima grande sfida per l’Europa, capace di mettere in pericolo l’esistenza stessa dell’Unione, e chiese con forza la chiusura delle frontiere esterne dell’Ue.
Allora, con la crisi dei migranti ancora lontana, la maggior parte degli europei rispose con scetticismo e il presidente della Comissione Europea invitò i leader europei a una maggiore solidarietà e accoglienza.
Ebbene in questi ultimi periodi sono stati proprio gli europei a diventare vittime di tale politica, tra la quale, quella della cosidette "quote obbligatorie".
Spesso la propaganda mediatica ai telegiornali, fa riferimento alle vittime del mare tra le quali i migranti che annegano.
Tutto ciò si basa unicamente sul condizionamento emotivo dalle popolazione avente scopo di sensibilizzazione del pubblico e convincerlo che le attuali politiche di accoglienza siano un dovere nei confronti di tutti i migranti in arrivo nel nostro paese.
Quello che si sta facendo è esattamente il contrario di quello che una politica seria e competente dovrebbe attuare.
In realtà la Comissione Europea e alcuni politici europei sono vittime di una politica emotiva più che di una politica oggettiva, e la realtà e i problemi che la compongono sono essenti da un qualunque sistema emotivo.
Un qualunque leader le cui emozioni condizionano le decisioni e le scelte, è essente di qualunque concretezza oggettiva nell'affrontare i problemi reali, di conseguenza la sua politica non sarà altrettanto competente in corrispondenza dei fatti nella quale vanno prese le decisioni.
Freddezza e pragmatismo sono l'obiettivo di qualunque leader a capo di una nazione in quanto permettono di affrontare i problemi con serietà e lucidità, un fenomeno di cui la politica italiana di questi ultimi anni è completamente assente, eccettuate alcune frange di destra nazionalista.
Uno dei primi danni di questa politica non obiettiva ma emotiva è la proposta che si sta tentando di far passare dal governo italiano che sottrae definitivamenet dal codice penale il reato di clandestinità.Quindici righe stanno per cancellare, dopo sette anni, il reato di immigrazione clandestina.
Indubbiamente eliminare una delle più importanti leggi ancora esistenti che dovrebbero limitare l'immigrazione e mettere un freno per gli illegali significherebbe mettere in pratica uno dei più grandi fallimenti della politica italiana, quando è ormai noto che ogni nazione esistente al mondo possiede una legge simile che mette un freno agli illegali e li rimpatria.
Nel frattempo in questi giorni stiamo assistendo a quella che sembra essere diventata una vera e propria tendenza virale del periodo di Capodanno dove centinaia di donne e ragazze di diversi paesi sono state molestate o stuprate da parte di numerosi gruppi di immigrati.
Tutta la Germania - e tutta l'Europa - discute sui fatti di Colonia, dove la notte di Capodanno circa un migliaio di persone di origini mediorientali hanno preso in ostaggio parte della città commettendo furti, molestie e violenze sessuali.
Molte delle donne vittime di questi soprusi hanno, in un primo momento, evitato di rendere noto pubblicamente quanto subito. A poco a poco, però, i fatti sono stati diffusi da stampa e polizia e molte di loro hanno trovato il coraggio di sporgere denuncia. Non solo a Colonia, ma anche ad Amburgo e Stoccarda - dove si sono verificati episodi analoghi, anche se su scala più ridotta - e a Bielefeld.
Nelle ultime ore la polizia tedesca sta osservando un vero e proprio effetto boomerang: sempre più donne provenienti da tutta la Germania occidentale si recano a sporgere denuncia per avere subito molestie sessuali da parte di persone di origini straniere durante la notte di Capodanno.
Probabilmente incoraggiate dall'esempio di chi ha reso noto prima di loro quanto subìto e dall'enorme dibattito pubblico che si è diffuso nel Paese a tal proposito.
Capodanno choc a Colonia. Il sindaco della città settentrionale della Germania ha convocato i vertici della polizia dopo le notizie di aggressioni, anche a sfondo sessuale, subite da 80 donne e in cui sarebbero coinvolti circa 1.000 uomini.
Uno dei poliziotti in servizio nella zona ha detto al portale Express di aver fermato 8 persone: "Erano richiedenti asilo" ha specificato. Episodi analoghi si sono verificati anche ad Amburgo, nella chiassosa via Reeperbhan, nel quartiere a luci rosse di St.Pauli, e a Stoccarda.
Quello che ha abbastanza dello sconcerto è quanto il fenomeno sia stato tanto diffuso quanto l'elevato numero di uomini che vi hanno partecipato.
La Svezia. Intanto in Svezia, nella città di Kalmar, la polizia ha fatto sapere che almeno una quindicina di uomini sono coinvolti in episodi simili a quelli avvenuti a Colonia. Gruppi di uomini hanno circondato donne molestandole. Altre segnalazioni di aggressioni e violenze sono arrivate anche in altre città, fra cui Amburgo, Zurigo, Salisburgo ed Helsinki.
Tale tendenza pericolosa, in corrispondenza con l'arrivo improvviso della marea di immigrati è iniziata già nell'estate 2015, dove si è registrato un pericoloso record di ragazza violentate da gruppi di immigrati:È l'estate del branco: mai tante donne violentate dagli stranieri
E' chiaro la cosidetta "solidarietà dell'accoglienza" più volte sbandierata dalla Comissione Europea e dallo stesso cancelliere tedesco Angela Merkel ha cominciato a mostrare la corda e i suoi limiti.
Nel 2015 l'Europa ha raggiunto un livello senza precedenti di richiedenti asilo e rifugiati, salendo fino a un milione di procedure.
A sostenerlo è l'Ocse, che nel documento sulle prospettive migratorie, presentato a Parigi, parla di "costi umani spaventosi e inaccettabili."
Purtroppo quello che si sta osservando potrebbe essere solo la fase iniziale di una tendenza quanto meno pericolosa che dovrebbe essere arginata, infatti secondo le stime nei prossimi anni arriveranno in Europa almeno altri sei-sette milioni di immigrati.
A calcoli fatti la politica di Viktor Orban, in Ungheria, che ha fatto ereggere dei muri protetti con il filo spinato alla frontiera e l'inasprimento della pena che punisce gli immigrati illegali con fino a 2 anni di carcere per chi valica il territorio ungherese, è stata la soluzione migliore e preventiva.



















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