L'OCCIDENTE TENTA DI INSEDIARE UN GOVERNO FILOEUROPEO IN MOLDAVIA, LA POPOLAZIONE LO METTE IN FUGA


Il Parlamento della Moldavia ha approvato mercoledì (57 voti su 101) la nomina di Pavel Filip quale nuovo primo ministro dello Stato racchiuso fra Romania e Ucraina.
Aveva il compito di formare il nuovo Governo. Ex ministro delle tecnologie informatiche e pro-Unione Europa, nella sua agenda politica ha quale obiettivo di rafforzare il legami con Bruxelles.
Il sì è stato accompagnato da proteste di masse.
Decine di migliaia di manifestanti si sono infatti riuniti davanti all’edificio e una decina di loro sono riusciti a entrarvi per chiedere che la decisione venisse annullata. Nella notte hanno acceso fuochi e hanno presidiato la piazza di Chişinău, nella speranza che il presidente Nicolae Timofti (anche lui criticato) non confermi la carica di Filip.
Centinaia di manifestanti hanno sfondato i cordoni di polizia a Chisinau, in Moldavia, e hanno fatto irruzione in Parlamento.
A migliaia sono scesi in piazza nel Paese per protestare contro la formazione del nuovo governo.
Secondo l'agenzia russa Ria Novosti, tutti gli ingressi dell'edificio sono bloccati dai manifestanti, alcuni dei quali avrebbero raggiunto il primo piano del palazzo.
La polizia ha usato gas lacrimogeni contro i dimostranti. La tv LifeNews riporta che tutti i membri del governo e i deputati sono fuggiti da un passaggio sotterraneo. Stando a Moldavian Business Channel, che cita dei parlamentari, dalle regioni stanno arrivando a Chisinau ulteriori forze di polizia.
E' chiaro che si sta rischiando un nuovo caso ucraina, stavolta però appoggiato dalla volontà della popolazione.
Non è chiaro se le proteste sono a favore della Russia, di cui una vasta maggioranza della popolazione è a favore oppure a favore di una riunificazione con la Romania.
Molto probabilmente entrambe ma per aspettare gli esiti bisognerà aspettare.

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