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LA REVOCA DELL'IMMUNITA' A MARINE LE PEN AUMENTA LA SUA PROBABILITA' DI VITTORIA

Il Parlamento europeo ha messo a nudo il leader del Fronte Nazionale e deputato europeo Marine Le Pen della sua immunità parlamentare dopo una richiesta dai procuratori francesi.
I pubblici ministeri a Nanterre vogliono sporgere denuncia contro di lei per "la pubblicazione di immagini violente."
Le accuse portano una multa massima di 75.000 euro ($ 79.000) e una condanna a tre anni di carcere.
Le Pen ha solo condiviso le foto raccapriccianti di Daesh (ISIL / ISIS) mentre uccide con i suoi seguaci su Twitter a dicembre 2015.
"Daesh è QUESTO!" Le Pen ha twittato, insieme a foto grafiche delle esecuzioni di Daesh usate per illustrare il suo punto di vista.
Le tre foto hanno mostrato il corpo decapitato del giornalista James Foley e altri due prigionieri.
Le Pen in seguito ha cancellato le foto dopo una denuncia dai genitori di Foley, ma ha difeso le sue azioni, dicendo che non sapeva chi erano le vittime e che le foto erano facilmente reperibili su internet.
E …

L'UNIONE EUROPEA TENTA DI DESTABILIZZARE IL SUCCESSO DELLA POLONIA


VARSAVIA - Il deputato polacco Leszek Dobrzynski, del partito di governo Diritto e Giustizia, denuncia le commistioni fra la Commissione Europea e lo sconfitto partito dell’attuale presidente del Consiglio Europeo ed ex-premier polacco Donald Tusk: “Il loro fine è bloccare le riforme ed impedire che i cittadini polacchi si riprendano la Polonia”.
Leszek Dobrzynski, leader di Diritto e Giustizia nella Pomerania Occidentale, regione di confine con la Germania, senza mezzi termini accusa la Comissione Europea di mancanza di obiettività nell’adottare procedure finalizzate esclusivamente a frenare le riforme amministrative e sociali che sta mettendo in atto il governo di Beata Szydlo in Polonia.
“Non c’è nessun’ombra di dubbio, secondo Dobrzynski, che i commissari europei agiscano solo per tutelare gli interessi di potere legati al Partito Popolare Europeo ormai sempre più liberista e di sinistra, rappresentato in Polonia da Piattaforma Civica”, il partito di Donald Tusk, travolto da scandali e vicende di corruzione, che dopo otto anni di governo è stato clamorosamente sconfitto da Diritto e Giustizia di Jaroslaw Kaczynski nelle elezioni sia presidenziali che parlamentari dello scorso anno.
“Non è un caso -riferisce Leszek Dobrzynski in un’intervista alla Radio Polacca- che ad attaccare il nuovo governo polacco siano quei politici europei che hanno una storia politica prettamente legata a partiti post-comunisti i liberisti di quei Paesi che fino a qualche mese fa hanno goduto delle privatizzazioni delle aziende di Stato polacche, fra cui il Lussemburgo”, riferendosi all’irrazionale politica di svendita del patrimonio nazionale attuata dal governo di Donald Tusk che cedette proprio ai lussemburghesi alcune strategiche aziende pubbliche come le ferrovie statali polacche. “Smettiamola di credere che i commissari europei siano solo dei burocrati indipendenti” - afferma Dobrzynski - “non provengono dal cosmo e non sono imparziali difensori della democrazia! Anch’essi sono politici come tutti che realizzano gli interessi dei loro partiti, non dobbiamo avere paura a dirlo”.
Il caso europeo della Polonia, che martedì 19 gennaio, domani, sarà discusso nell’assemblea plenaria del Parlamento Europeo, potrebbe evidenziare una netta linea di demarcazione fra le sinistre e le destre europee, portando ad una maggiore particizzazione delle politiche dell’Unione, fino ad ora senza precedenti. “Il fatto che da parte dei colleghi dei partiti conservatori e di destra in tutta Europa, non manchino parole a sostegno delle politiche di riforme sociali, amministrative ed economiche che il governo di Beata Szydlo sta cercando di varare in Polonia, è la dimostrazione che sia il PPE che i gruppi di sinistra che oggi attaccano la Polonia, non detengono il monopolio della democrazia nell’Unione”.
Leszek Dobrzynski, che a dispetto della sua giovane età è stato uno degli attivisti più in vista della sezione politica del libero sindacato “Solidarnosc” a Stettino negli anni ’80, non ha remore a chiamare per nome le colorite espressioni del presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz e dei membri della Commissione Juncker che si strappano le vesti accusando la destra polacca di portare il Paese alla deriva della dittatura: “Stupidità”. È sicuramente questo il termine più appropriato per giudicare la dichiarazioni del presidente del Parlamento Europeo che paragona le politiche di difesa della sovranità nazionale della destra polacca a quelle della Russia di Putin o peggio ancora della Bielorussia di Lukasenko.

Carlo Paolicelli - sindaco di Bolewice, Polonia.

Fonte:http://www.ilnord.it/c-4653_PIANO_SEGRETO_DELLA_COMMISSIONE_UE_PER_DESTABILIZZARE_LA_POLONIA_USANDO_GLI_SCONFITTI_DI_SINISTRA_ALLE_ELEZIONI

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