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LA REVOCA DELL'IMMUNITA' A MARINE LE PEN AUMENTA LA SUA PROBABILITA' DI VITTORIA

Il Parlamento europeo ha messo a nudo il leader del Fronte Nazionale e deputato europeo Marine Le Pen della sua immunità parlamentare dopo una richiesta dai procuratori francesi.
I pubblici ministeri a Nanterre vogliono sporgere denuncia contro di lei per "la pubblicazione di immagini violente."
Le accuse portano una multa massima di 75.000 euro ($ 79.000) e una condanna a tre anni di carcere.
Le Pen ha solo condiviso le foto raccapriccianti di Daesh (ISIL / ISIS) mentre uccide con i suoi seguaci su Twitter a dicembre 2015.
"Daesh è QUESTO!" Le Pen ha twittato, insieme a foto grafiche delle esecuzioni di Daesh usate per illustrare il suo punto di vista.
Le tre foto hanno mostrato il corpo decapitato del giornalista James Foley e altri due prigionieri.
Le Pen in seguito ha cancellato le foto dopo una denuncia dai genitori di Foley, ma ha difeso le sue azioni, dicendo che non sapeva chi erano le vittime e che le foto erano facilmente reperibili su internet.
E …

UNA TENDENZA CULTURALE CHE BISOGNA ARGINARE CON FRONTIERE E LEGGI RESTRITTIVE


Ci sono prove che dimostrino che l'attuale ondata di immigrati che occupando il territorio europeo sia responsabile di un'aumento della criminalità, in particolare quella alle aggressioni sessuali.
La risposta è ni.
Non ci sono prove nel concreto che si possono dimostrare ma dati e statistiche alla mano dimostrano che le centinaia di violenze sessuali di Colonia, in Germania, sono in realtà una tendenza e un bagaglio sottoculturale che gli immigrati, non tutti, ma una vasta percentuale che potrebbe rappresentarne più della metà del numero attualmente presente sul territorio europeo, si portano dal territorio in cui arrivano.
Non un'evento organizzato.
Riportiamo un'articolo del Giornale:

"È l'estate del branco: mai tante donne violentate dagli stranieri"

Ma i casi che vengono a galla sono sufficienti a parlare di emergenza. Ci sono aggressioni brutali, improvvise, crimini da strada: come quello di Cuneo, dove una signora che va in bicicletta nel parco fluviale, in piena mattina, viene assalita da un ragazzo della Costa d'Avorio, buttata in un prato e abusata: «ero ubriaco», dice lui quando lo catturano ancora in sella alla bici della donna; o come lo stupro, ancora senza colpevoli, che la sera del 24 luglio a Reggio Emilia ha per vittima una giovane turista straniera, aggredita anche lei in un parco, sul Lungocrostolo, a ridosso del centro, da un uomo di colore; per non parlare del più crudele, l'aggressione della ventenne disabile sequestrata e abusata a Torino all'inizio di giugno da tre nordafricani, uno già espulso dall'Italia senza risultato e gli altri due firmatari di una richiesta di asilo politico. Poche settimane prima, a Milano, una donna di 41 anni aveva ordinato una pizza: quando è arrivato il fattorino gli ha aperto la porta senza timori, e la sua cena si è trasformata in un incubo interminabile.
Poi ci sono gli stupri che nascono all'interno di contesti chiusi, di comunità, di nuclei familiari: e neanche questa è un'esclusiva degli stranieri, ma i numeri dell'escalation tra le comunità immigrate sono impressionanti. A Luni Mare, vicino La Spezia, una donna rumena viene trascinata nella zona degli scavi archeologici da due uomini, uno la tiene ferma mentre l'altro le taglia i pantaloni e abusa di lei: quando vengono arrestati tre giorni dopo, si scopre che sono un siriano e un marocchino, e che quest'ultimo è il cognato della vittima, avendone sposato la sorella, che l'ha stuprata non per libidine ma per punirla di chissà quale colpa. Per punire la loro vittima agiscono anche i tre minorenni egiziani, ospiti di una comunità di accoglienza a Fiuggi, che la mattina del 31 luglio aggrediscono una operatrice, la immobilizzano e la umiliano a turno; per punire la sua ex moglie, a Dossobuono, vicino Verona, un tunisino la trascina in un garage, la accoltella alla gola, la stordisce colpendola alla testa con un bastone, e quando è ormai priva di sensi abusa di lei: «In sedici anni di carriera non mi era mai capitato di vedere una cosa simile», dice il capitano dei carabinieri che interviene sul luogo dello stupro. E per punire il suo tentativo di fuga, il 24 luglio a Roma, un tunisino lancia una pentola d'acqua bollente addosso alla donna che la sera prima aveva drogato e violentato ripetutamente: i carabinieri la trovano in condizioni pietose, ustionata e coperta di lividi.
Lo stupro insomma come dimostrazione di forza e di potere, come sanzione per chi non rispetta il proprio ruolo: una piaga che l'Italia ha conosciuto per decenni, e che sembrava destinata a scomparire, ritorna in questo modo a costituire una emergenza con cui è inevitabile fare i conti.



In Germania, il numero di donne e ragazze violentate è semplicemente spaventoso quanto diffuso.
Nella notte di Capodanno circa un migliaio di persone di origini mediorientali hanno preso in ostaggio parte della città commettendo furti, molestie e violenze sessuali.
Molte delle donne vittime di questi soprusi hanno, in un primo momento, evitato di rendere noto pubblicamente quanto subito. A poco a poco, però, i fatti sono stati diffusi da stampa e polizia e molte di loro hanno trovato il coraggio di sporgere denuncia. Non solo a Colonia, ma anche ad Amburgo e Stoccarda - dove si sono verificati episodi analoghi, anche se su scala più ridotta - e a Bielefeld.
Bielefeld dove, secondo il "Westfalen Blatt", a San Silvestro 500 uomini avrebbero forzato l'ingresso in una discoteca e molestato le ragazze.
La polizia ha confermato che sono state presentate diverse denunce di donne che quella notte erano nel locale "Elephant Club", nella località della Westfalia.
Siamo già arrivati a millecinquecento individui di origine straniera che hanno attuato questo genere di crimini.
La testimonianza di una vittima.

"Ho sentito un rumore nel cappuccio del mio cappotto - ha raccontato davanti alle telecamere, mostrando le ferite riportate - Ho cercato di tirare fuori il petardo che mi avevano infilato dentro, ma è caduto all'interno della giacca e ha preso fuoco". A quel punto il contatto della miccia del petardo con il tessuto della giacca le ha causato delle lesioni gravi. "Le cicatrici sono permanenti", aggiunge mostrando le ferite.
"Sono fortunata - ha concluso la ragazza - che non sia esploso".
Tuttavia la Germania non è stata un caso isolato, numerose altre nazioni nord europee hanno visto fenomeni simili.
Svezia, nella città di Kalmar, la polizia ha fatto sapere che almeno una quindicina di uomini sono coinvolti in episodi simili a quelli avvenuti a Colonia. Gruppi di uomini hanno circondato donne molestandole. Altre segnalazioni di aggressioni e violenze sono arrivate anche in altre città, fra cui Amburgo, Zurigo, Salisburgo ed Helsinki.
In questo caso siamo arrivati come numero a ormai duemila immigrati che hanno commesso gli stessi reati a sfondo sessuale.
Anche la Finlandia ha confermato che quanto sta avvenendo ora a livello europeo è diventata una tendenza sempre più pericolosa.
Il vicecapo della polizia di Helsinki, quindi non un comune cittadino ma piuttosto una persona responsabile della sicurezza della capitale della Finlandia popolata da oltre trecentomila persone, ha confermato che prima dell'arrivo degli immigrati tali problemi e reati erano quasi sconosciuti nel posto.
Secondo il vice capo della polizia di Helsinki prima dell’arrivo in massa dei profughi le autorità non si erano mai trovate ad affrontare così tanti crimini a sfondo sessuale. Le autorità finlandesi sono preoccupate per la sensibile crescita del numero dei crimini sessuali, scrive il “Telegraph”.
Secondo le forze dell’ordine, sono stati registrati numerosi casi di molestie nei confronti delle donne da parte dei profughi in attesa d’asilo durante le vacanze natalizie. In particolare, a titolo di esempio, viene riportato che alla vigilia di Capodanno accadevano le stesse cose avvenute a Colonia.
Nella storia della Finlandia i reati sessuali sono un nuovo fenomeno. Non avevamo mai affrontato così tanti casi di molestie alla vigilia del nuovo anno,” — ha detto il vice capo della polizia di Helsinki Ilkka Koskimaki. Secondo lui, prima che nel corso del 2015 fossero arrivati 32mila profughi nei parchi e nelle strade della Finlandia non era mai accaduto nulla di simile.
“Io non sono esperto di altre culture, ma mi sono convinto che il modo di pensare insito di alcuni di loro è molto diverso. Alcuni ritengono di avere il diritto di essere aggressivi e di molestare le ragazze per le strade,” — ha detto il funzionario di polizia.
Possiamo quindi confermare che l'arrivo della massa di immigrati sul continente europeo è stata responsabile di picco dei reati a sfondo sessuale nei confronti di donne e ragazze europee.
Nell'anno 2015 i dati confermano che oltre un milione di immigrati sono stati accolti all'interno del continente europeo, grazie alle politiche di soldiarietà imposte dalla Comissionne Europea e alle controverse "quote obbligatorie", meglio note come ricollocamenti.
Tuttavia entro il 2016 e i prossimi anni a venire il numero sarà ancora maggiore.
Una massa di sei milioni di profughi pronti, dai primi mesi del 2016, ad investire l'Unione Europea.
Tale previsione è la sintesi delle previsioni d'intelligence elaborate da alcune agenzie dell'Unione Europea e sottoposte all'attenzione di un allarmato presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk. Previsioni tracimate, generando non poca preoccupazione, nelle sale in cui erano riuniti deputati e membri del Partito Popolare Europeo.
Per capire meglio la dimensione e la consistenza del pericolo che sta arrivando bisogna tener presenti due considerazioni inserite nelle analisi sottoposte a Donald Tusk.
La prima è che la Turchia non genererà da sola la nuova ondata, ma diventerà sin dai primi mesi del 2016 il terminale di tutti i movimenti di migranti in atto nel Medioriente e nelle zone contigue.
"I conflitti in Iraq e Siria non finiranno subito", ha detto Tusk che ha poi presentato i numeri dell'emergenza trovata viaggiando tra Libia, Turchia e Giordania.
"Ci sono 8 milioni di siriani sfollati all'interno del loro paese che sono pronti ad arrivare in Europa" spiega ancora il presidente aprendo alla possibilità di implementare i fondi per la cooperazione, "i nostri partner si aspettano da noi aiuto a risolvere il loro problema piuttosto che pensare a come loro possono aiutare noi".


La Conclusione

Parlare male degli stranieri non è mai stato un sintomo di cultura, ma quando c'è un fenomeno di tale rilevanza la cui responsabilità ricade sui politici europei che praticano un'esagerata politica della solidarietà con costi e numeri a troppi 0000 ,è chiaro che bisogna fare riferimento sia informativo sia correttivo.
Le conclusioni sono le seguenti:

-Nell'anno 2015 l'Europa ha incluso sul suo territorio oltre un milione di soggetti di origine straniera e il picco dei reati a sfondo sessuale è salito in diverse città europee, nei confronti di ragazze europee e i cui responsabili erano perlopiù di orgine mediorientale e nord africana.

-Nei paesi dalla quale arrivano la maggior parte degli immigrati, o profughi, sono nazioni in cui il genere femmminile è costretto a nascondere il proprio volto e spesso oggetto di violenza da parte del consorte, specialmente per il fatto che nella loro cultura (sottocultura è meglio) la donna non gode dei medesimi diritti ed è spesso schiavizzata e umiliata dove il maschio deve per forza essere la figura dominante.

-Se con oltre un milione di immigrati sul territorio europeo le ragazze europee sono state oggetto di un simile picco dei reati a sfondo sessuale, la conclusione indifferente e realistica è che con il numero di immigrati che stanno attualmente arrivando il numero dei reati di tale sfondo aumenterà ancora di più, sia come numero di vittime sia come frequenza.

-Il territorio europeo non può economicamente, culturalmente ed etnicamente subìre e sopportare un simile numero disomogeneo di stranieri, di conseguenza è sempre più probabile che la tensione fra la popolazione delle varie nazioni che continueranno ad ospitare milgliaia di immigrati tramite i ricollocamenti sarà semplicemente troppo alta.

-La soluzione per risolvere definitivamente questo problema è quello di schierare l'esercito ed ereggere una barriera con filo spinato o simil quella americano-messicana per mantenere l'ulteriore arrivo degli altri migliaia di immigrati alle porte dell'Europa, non è sua responsabilità risolvere e accogliere ogni singolo cittadino del mondo.
La solidarietà ha un prezzo e un limite.
Protesteranno, tenteranno di scavalcarla, ma prima o poi si stuferanno e saranno costretti a tornare indietro.

-I scafi e i barconi via mare lungo le coste del nord africa vanno abbattuti o sequestrati direttamente sul posto, quelli già sul Mediterraneo semplicemente devono essere consegnati alla Guardia Costiera e riportati nell'area più vicina, Malta, riforniti di viveri e in seguito rimpatriati.

-L'immigrazione dovrebbe più essere inclusa con gli Stati europei che hanno aderito allo Spazio di Schengen e chi possiede passaporti e documenti legali, non accoglienza per ogni fuggitivo di guerra, specialmente sei milioni di immigrati.






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