LE RESTRIZIONI OCCIDENTALI HANNO DATO IMPULSO VITALE AL SETTORE VINICOLO DELLA RUSSIA


"Fino a tempi recenti il vino era considerato principalmente un prodotto esclusivo di importazione in Russia <…> Tuttavia, dato che le tensioni tra la Russia e l'Occidente sono rimaste, bere vino è diventato un atto di patriottismo," — rileva il giornale.
Prima del conflitto ucraino, la produzione di vino in Russia era in calo, ma l'anno passato è cresciuta del 25% ed i produttori locali si aspettano quest'anno una crescita superiore rispetto al 2015. I volti noti del business russo investono i propri capitali nel vino nazionale e si vantano che le varietà locali, una volta inferiori alle loro controparti europee, stanno conquistando i palati dei nuovi consumatori. Il Wall Street Journal osserva che né le sanzioni imposte dall'Occidente contro la Russia, né le contromisure di Mosca hanno avuto ripercussioni negative nell'industria vinicola russa, pertanto la crescita dell'interesse per i vini locali è stata una sorpresa. "I russi stanno cominciando a capire il valore dei vini che hanno nel loro Paese. Abbiamo vigneti che non si trovano da nessuna altra parte, — ha dichiarato al giornale americano l'enologo Vladimir Tsapelik, da tempo impegnato nella pubblicità dei vini russi in tutto il mondo, in particolare di quelli prodotti nella regione di Rostov. Da noi stanno iniziando ad avere popolarità, nel resto del mondo arriveranno". Un altro vantaggio il settore vinicolo russo è la riunificazione con la Crimea: una volta la penisola era la perla del vino dell'Impero Russo, evidenzia il Wall Street Journal. Anche se il vino della Crimea è solo una piccola parte della produzione totale in Russia, la penisola è destinata a diventare presto la più prospera "regione del vino" del Paese. Mentre la domanda per il vino russo cresce, le elite del business russo mostrano sempre più interesse per le varietà locali e acquistano le cantine, scrive in aggiunta il giornale.

Fonte:http://it.sputniknews.com/economia/20160915/3371671/Vino-Uva-Vigneti-Occidente-UE.html

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