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LA REVOCA DELL'IMMUNITA' A MARINE LE PEN AUMENTA LA SUA PROBABILITA' DI VITTORIA

Il Parlamento europeo ha messo a nudo il leader del Fronte Nazionale e deputato europeo Marine Le Pen della sua immunità parlamentare dopo una richiesta dai procuratori francesi.
I pubblici ministeri a Nanterre vogliono sporgere denuncia contro di lei per "la pubblicazione di immagini violente."
Le accuse portano una multa massima di 75.000 euro ($ 79.000) e una condanna a tre anni di carcere.
Le Pen ha solo condiviso le foto raccapriccianti di Daesh (ISIL / ISIS) mentre uccide con i suoi seguaci su Twitter a dicembre 2015.
"Daesh è QUESTO!" Le Pen ha twittato, insieme a foto grafiche delle esecuzioni di Daesh usate per illustrare il suo punto di vista.
Le tre foto hanno mostrato il corpo decapitato del giornalista James Foley e altri due prigionieri.
Le Pen in seguito ha cancellato le foto dopo una denuncia dai genitori di Foley, ma ha difeso le sue azioni, dicendo che non sapeva chi erano le vittime e che le foto erano facilmente reperibili su internet.
E …

LA FINE DI UN PESSIMO PRESIDENTE



L'esercito russo ha presentato il video di un convoglio di aiuti umanitari delle Nazioni Unite che è arrivato sotto attacco in Siria, che mostra un veicolo pick-up dei militanti 'che trasporta un mortaio di grosso calibro come parte del convoglio.
Il video mostra che il convoglio di aiuti delle Nazioni Unite è stato accompagnato da fuoristrada dei mercenari dell'Isis con un mortaio lanciatore di grosso calibro, conferma il portavoce del ministero della Difesa russo.
"L'esame del filmato realizzato tramite droni del movimento del convoglio umanitario nelle zone controllate dai militanti nella provincia di Aleppo ha rivelato nuovi dettagli. Il video mostra chiaramente come i terroristi riconfigurando un pick-up con un mortaio di grosso calibro su di esso utilizzavano il convoglio come copertura ", ha detto Maj. Gen. Igor Konashenkov.
Egli ha detto che "non è chiaro ancora chi accompagnava chi: il [pick-up con un] mortaio accompagnava il convoglio con" volontari Caschi Bianchi "o viceversa.
Più tardi, i funzionari delle Nazioni Unite hanno dichiarato che il convoglio era stato bombardato e ci sono state vittime.
In precedenza, il ministero della Difesa russo ha detto che ne la Russia, ne la Siria hanno effettuato attacchi contro il convoglio di aiuti delle Nazioni Unite.

Recentemente gli Stati Uniti sono stati colti in flagrante che fornivano supporto aereo ai mercenari ISIS in Siria, aiutando i terroristi a superare una base aerea strategica di Deir Ezzor.
Questo è stato un attacco evidente su una nazione sovrana, a sostegno di un gruppo terrorista radicale.
Gli Stati Uniti l'hanno definito un "errore".
E 'stato un messaggio alla Siria, la Russia e l'Iran.
Gli Stati Uniti stanno perdendo la guerra e stanno vedendo Assad e le forze governative siriane vincere la guerra sul terreno.
La politica degli Stati Uniti sulla Siria è chiara, Assad deve andarsene, vogliono comandare anche in terre straniere.
La Russia ha condannato gli Stati Uniti sull'attacco Deir Ezzor, e ha confermato che l'America sta fornendo supporto aereo ai combattenti ISIS .
Durante il vertice delle Nazioni Unite a New York, e un attacco a un convoglio umanitario delle Nazioni Unite ad Aleppo, gli Stati Uniti hanno tentato di scaricare la colpa sulla Russia e il governo siriano.
Un attacco a un convoglio umanitario delle Nazioni Unite esattamente al momento del vertice delle Nazioni Unite, chiaramente una mossa astuta ma che nel discorso di Barack Obama, di cui citeremo tra poco, si ha la conferma di come la politica americana sulla Siria stia perdendo su tutti i fronti.
A Russia e Siria è stato rapidamente data la colpa, senza però fornire prove.
Ora abbiamo la prova video dal ministero della Difesa russo, dimostrando che loro non avevano alcuna possibilità di aver attaccato il convoglio, lasciando l'unica opzione su chi realmente ha attaccato il convoglio delle Nazioni Unite ad Aleppo interamente sulle spalle del "moderati" ribelli ... che sono collegati alla coalizione a guida USA.
L'esercito russo ha rilasciato un video da un drone che riprendeva un camioncino che trasporta un mortaio pesante e guidava passando il convoglio umanitario.
Il russo Portavoce del Ministero della Difesa Magg. Gen. Igor Konashenkov ha confermato in un comunicato:
"Nessun raid aereo sono stati effettuati contro un convoglio di aiuti umanitari in un sobborgo sud-occidentale di Aleppo da parte dell'aviazione russa e siriana. Visto che il percorso del convoglio ha mentito attraversando i territori controllati da militanti, il centro della riconciliazione russo ha monitorato il suo passaggio ieri tramite droni ".
Konashenkov ha aggiunto che il monitoraggio è finito quando tutti gli aiuti umanitari sono stati consegnato alle 10:40 GMT.
"Ulteriori movimenti del convoglio, non sono stati monitorati dalla parte russa. Solo i militanti che controllano questa zona conoscono i dettagli della posizione del convoglio".
L'esame dei video non mostra segni di munizioni che colpiscono il convoglio.
"Abbiamo attentamente studiato i video di cosiddetti attivisti del sito e non abbiamo trovato segni di qualsiasi tipo di munizione che colpiscono il convoglio. Non ci sono buchi nei corpi delle vetture . Tutti i prodotti visualizzati nel filmato sono una diretta conseguenza  che il carico è stato dato alle fiamme. Il fuoco stranamente coinciso con una grande offensiva da parte di militanti di Aleppo ".
Chiaramente l'attacco del raid americano all'esercito siriano e pochi giorni dopo l'attacco al convoglio delle Nazioni Unite per non parlare del punto interrogativo "chi accompagnava chi?" evidenziano che alla Casa Bianca qualcuno sta diventando sempre più nervoso.
Tanto nervoso che il discorso di Barack Obama al Vertice delle Nazioni Unite ha messo a nudo il declino di un leader che non verrà ricordato bene a livello storico, e indubbiamente dopo la presidenza, avrà molto a cui rimuginare.Nell’assemblea generale dedicata al tema delle migrazioni, Obama ha lanciato il proprio appello: “Dobbiamo fare di più per aiutare i rifugiati, dobbiamo aprire i nostri cuori per accogliere i rifugiati nelle nostre case”. “Dobbiamo correggere la globalizzazione, ma no ai nazionalismi e ai populismi. Un Paese circondato dai muri – ha aggiunto – imprigionerebbe sé stesso”.
La Russia sta cercando di riguadagnare la gloria perduta tramite la forza”, ha detto Obama ribadendo il proprio “no agli uomini forti e a modelli di società guidate dall’alto. La democrazia resta il vero percorso da compiere. E la strada verso la vera democrazia è meglio dell’autoritarismo”.
Chiaramente questo discorso è volto in parte a raccogliere consensi tra i leader presenti al Vertice della Nazioni Unite, ma anche a forzare una maggiore presa di posizione e apparire ancora una volta come una persona che ha il controllo della situazione, tuttavia le azioni che la politica americana ha portato in Siria e in Libia, con il sostegno politico di Hillary Clinton, sono state le cause che hanno spinto la Russia su richiesta della Siria a intervenire ridimensionando in modo considerevole l'enorme esercito mercenario appoggiato da nazioni straniere che è sorto con il sostegno a base di soldi e armi ai cosidetti ribelli siriani, parte indiretta dell'ISIS.
L'enorme massa di extracomunitari che all'improvviso si sono messi in moto da diversi Paesi dell'Africa, non solo la Libia, è chiaramente un tentativo assommato, alle masse di siriani che arrivano dalla Siria, di spingere sensibili cambiamenti all'interno della popolazione europea e alla sua demografia, il termine più adatto è "sciogliere i popoli" dell'Europa.
Dopo la guerra in Iraq e in Afghanistan non si è mai assistito a masse simili di extracomunitari che giungevano in Europa, questo è iniziato solo dopo l'aggressione americana alla Siria e alla Libia.
Tuttavia l'arrivo di migliaia di extracomunitari illegali in Europa, definiti tutti quanti ormai "richiedenti asilo" è un business gigantesco non solo per quei migliaia di scafisti, che non si sa da dove sono saltati fuori, ma anche per il traffico di droga all'interno dell'Europa proveniente dall'estero.
Le grandi metropoli americane hanno assistito grazie alle politiche "no borders" di Barack Obama e Hillary Clinton, uno spaventoso degrado sociale dovuto al traffico di stupefacenti dall'estero.
I decessi per overdose da eroina che coinvolgono e la prescrizione degli oppioidi antidolorifici sono aumentati a livelli senza precedenti, e in alcune zone le autorità sanitarie nazionali si ritrovano assolutamente sopraffatte da casi di sovradosaggio di questa estate.
Le forze dell'ordine stanno facendo quello che possono per combattere questa epidemia, perché Barack Obama ha lasciato i loro confini aperti a bande che sono in grado di trasportare questi farmaci pericolosi in questo paese con facilità.
Si sa che l'overdose da prescrizione da antidolorifici oppioidi sono un fattore trainante in crescita da 15 anni in decessi per overdose da oppiacei.
Dal 1999, la quantità di oppiacei da prescrizione venduti negli Stati Uniti è quasi quadruplicata, ma non vi è stato un cambiamento generale nella quantità di antidolorifici che gli americani consumano.
Circa 3,4 morti per la prescrizione di oppioidi-farmaci come ossicodone, idrocodone, e methadone sono quadruplicati dal 1999.
E tenere a mente che quei numeri sono due anni. Le cose sono andate molto, molto peggio, da allora, e questa estate i numeri sono andati fuori scala.
Incredibilmente le statistiche della criminalità e l'aumento della tossicodipendenza all'interno delle grandi metropoli americane mostrano uno spaventoso trend al rialzo, questo da quando il presidente Barack Obama è salito al governo.
Nel contempo sembra nel corso dell'ultimo anno e mezzo dilagare una sorta di tendenza che mostra come la polizia americana si stia rendendo responsabile dell'uccisione di pregiudicati di colore, quasi si stesse osservando un'aumento del razzismo all'interno del continente americano.
In realtà quello che sta succedendo non è una tendenza nuova, ma non è neppure una tendenza.
Quando si selezionano dei particolari casi di criminalità e li si diffonde a più riprese con caratteri cubitali dei titoli a livello mediatico, la suggestione nelle masse è estremamente efficace, di conseguenza sono spinti a credere che ci sia un serio problema delle armi e che la polizia americana sia razzista al punto da iniziare e uccidere persone di colore, quando in realtà non hanno visto la situazione in cui stava avvenendo.
Il fatto che alla poltrona della Casa Bianca sia seduto il primo presidente nero degli Stati Uniti, e nel contempo vengano selezionati esclusivamente i casi in cui i neri vengono uccisi in situazioni descritte ad arte, non è una coincidenza.
Il punto di domanda da porsi è il seguente: a chi giova inventare un problema che non è nuovo?
Nelle parole di Barack Obama troviamo la risposta: "Ho corso contro di lei ed è stata dura, perché Hillary è una dura. E' una che non molla". E ribadisce: "Credo che non ci sia mai stato un uomo o una donna più qualificato di Hillary Clinton per essere presidente", "voglio davvero con forza che venga eletta".
Tutta questa ondata cause che il presidente americano ha sollevato dal problema delle armi al problema dei neri uccisi dai poliziotti, è stato esclusivamente per creare un vasto consenso che portasse all'elezione di Hillary Clinton, del Partito dei Democratici e impedire che il Partito dei Repubblicani tornasse al governo.
In realtà il problema dei neri uccisi dai poliziotti è falso, in quanto dalle centinaia di casi che avvengono su trecentodiciotto milioni di abitanti americani, sono stati selezionati solo i casi in cui un poliziotto uccideva qualcuno di colore.
Un'indagine ha chiarito che sono più frequenti i pregiudicati bianchi ad essere uccisi dalle polizia, che piuttosto quelli di colore:
I «neri» uccisi dalla polizia sono il doppio dei bianchi. Parola di Barack Obama, primo presidente di colore degli Stati Uniti d’America. Dopo il massacro degli agenti a Dallas, l’inquilino della casa Bianca ha spiegato che le uccisioni degli afroamericani da parte della polizia «non sono una questione solo nera o ispanica, ma americana» e «tutte le persone imparziali dovrebbero essere preoccupate della frequenza con cui la polizia uccide gli afroamericani». Ma è vero che le vittime di colore sono il doppio di quelle caucasiche? Senza voler sottovalutare il problema razziale negli Usa e neppure la gravità di certi comportamenti degli agenti, i dati ci dicono che non è così.

Gli afroamericani rappresentano il 13 per cento della popolazione statunitense. Su tutte le persone uccise dalla polizia, però, la percentuale dei «neri» disarmati caduti sotto i colpi dei «cops» è del 37 per cento, rivela il portale «MappinPolice Violence», facendo riferimento alla situazione nel 2015. Questo significa semplicemente che il 63 per cento delle vittime (non armate) della «violenza» poliziesca non sono di colore. Molti dei morti, tra l’altro, sarebbero di origine ispanica.

Obama, parlando dopo la morte di Alton Sterling in Louisiana e di Philando Castile in Minnesota per mano delle forze dell'ordine, ha sottolineato che il fenomeno rappresenta un «grave problema» e non si tratta di «casi isolati». Ma non ha detto che, sebbene siano tredici su cento, gli afroamericani rappresentano il 43% degli uccisori di poliziotti durante l’esecuzione di crimini, escludendo quindi uccisioni casuali, almeno secondo cifre fornite dall’Fbi in relazione ai nove anni che vanno dal 2004 al 2013. Il Federal Buerau of Investigation ha calcolato che, sempre nello stesso lasso di tempo, ci sono stati 511 «officers» (agenti) uccisi e 540 sparatori.

Sempre parlando fuor di propaganda, in base a una recente ricerca di Gary Ridgeway, dell’università di Pennsylvania, i «cops» di colore hanno il grilletto molto più facile di quelli bianchi. Insomma, sparano e uccidono di più. E, ovviamente, questo non è attribuibile a un atteggiamento razzista o discriminante nei confronti dei «neri». Secondo il quotidiano Washington Post, l’anno scorso la polizia ha ucciso 965 persone. Di queste, 564 impugnavano un’arma da fuoco; 281 un’altra arma e solo 90 erano disarmati. Il famoso giornale Usa ha sottolineato che la polizia usa la forza principalmente per proteggere la vita umana e l’uso contro soggetti disarmati è raro. Non solo: l’uso della forza contro afroamericani è largamente proporzionale al numero di crimini commessi da questi ultimi. Nel 2014, per fare un esempio, gli afroamericani hanno rappresentato la maggioranza di arrestati per omicidio e rapina e l’82 per cento di tutte le morti causate da armi da fuoco nella comunità nera sono state omicidi.
Sempre il Post, ha precisato, cifre alla mano, che il genere di uccisioni che ha lanciato il movimento «Black Live Matters» (le vite dei neri contano) costituiscono meno del 4 per cento di tutte le uccisioni da parte degli agenti. Insomma, anche se il presidente Obama ha precisato che esistono «disparità razziali evidenti nel sistema anno dopo anno» e che quanto «accaduto è il risultato di una mancanza di fiducia che esiste tra i tutori della legge e troppe delle comunità di cui sono al servizio».
Adesso facciamo chiarezza anche se il problema delle armi è reale o piuttosto falso:
Nel 2010, infatti, i reati violenti negli Stati Uniti sono scesi ai livelli più bassi mai registrati negli ultimi 40 anni: stupri, omicidi e rapine, secondo le cifre comunicate dall’Fbi, sono in picchiata in tutto il Paese. E i tassi di crimine che avevano reso alcuni quartieri delle grandi metropoli zone di guerra sono ormai ricordi del passato
A New York nel 1990 si sono registrati 2.245 omicidi, una cifra degna di un conflitto.
Dagli anni Novanta, dopo la cura di Rudolph Giuliani e la sua «zero tolerance» (tolleranza zero), il dato è andato via via diminuendo e, nella sorpresa generale, nel 2009, al culmine della crisi finanziaria, il numero di omicidi è sceso sotto i 500, ai minimi da quando il dato viene statisticamente rilevato. Dopo una piccola crescita nel 2010, sulle statistiche del 2011 è comparso ancora il segno meno.
Un dato interessante invece lo si legge nel 2009 nella quale un'aumento dei cittadini armati ha portato ad un declino della criminalità, evidente segno che questo mezzo funziona per abbassare i tassi di criminalità.
""Per il terzo anno consecutivo, negli Stati Uniti si conferma il trend positivo: i crimini violenti sono in calo, mentre i cittadini onesti autorizzati a portare armi sono in aumento. Secondo l'Fbi Uniform crime report, i crimini violenti nel 2009 sono calati del 5,5 per cento rispetto al 2008, e il calo riguarda tutte le tipologie di reati violenti: omicidi, rapine, aggressioni. In proporzione, il calo dei crimini è stato più avvertibile nelle metropoli, rispetto alle campagne. Per contro, la National shooting sports foundation ha certificato l'aumento degli introiti determinati dalle tasse dovute per le licenze federali in materia di armi, il che indica senza ombra di dubbio l'aumento di armi e munizioni vendute sul mercato regolare a cittadini autorizzati. «Questa è la conferma inconfutabile di un fatto», ha dichiarato Alan Gottlieb, presidente della Second amendment foudation, «ci sono più armi in mano ai privati cittadini rispetto a qualsiasi momento del passato, eppure il tasso di criminalità è in calo. In parole povere, questo significa che le teorie degli anti-armi hanno semplicemente torto: più cittadini armati non significa più sangue per le strade, contrariamente a quanto i proibizionisti ci vogliono far credere con le loro previsioni da "giorno del giudizio"». Il numero di omicidi è calato, nelle grandi città, del 7,2 per cento nel 2009 rispetto al 2008, i furti sono calati di oltre l'8 per cento, le rapine del 3,1 per cento. «Forse», ha osservato Gottlieb, «semplicemente perché i criminali sono meno disponibili ad aggredire qualcuno sapendo che con tutta probabilità è armato».""
Possiamo osservare che contrariamente ai media che preferiscono parlare delle più recenti sparatorie negli Stati Uniti che piuttosto all'aumento delle sicurezza, l'aumento dell'acquisto di armi da fuoco tra i civili ha spinto i criminali a diffidare di compiere atti criminosi, in quanto nessuno va in un centro abitato sapendo che il proprietario detiene delle armi da fuoco.
Alla fine del Secondo Mandato, Barack Obama si è rivelato essere non più il Premio Nobel per la Pace alla quale molti avevano fatto eloggio, ma piuttosto un uomo forse fin troppo ambizioso che ha sostentuto attivamente la Crisi Ucraina e l'ascesa di un dittatore all'interno del Paese; imposto un pesante embargo alimentare in Venezuela dopo che due ambasciatori americani erano entrati nel Paese a cui ha conciso la morte in circostanze misteriose del Presidente Hugo Chavez; portato la guerra nella prospera Libia di Ghedaffi, trasformando il Paese in un territorio di bande di guerriglia; sostenuto e armato la guerra civile in Siria che continua da ormai sei anni; e cosa più importante, inaugurato la Seconda Guerra Fredda con la Russia in una continua escalation di tensioni.
Se Hillary Clinton è il migliore esempio che può andare alla Casa Bianca con l'ex presidente Bill Clinton, forse un'altro tentativo dell'ex presidente di tornare al potere lasciando però il titolo di Presidente alla moglie, allora Donald Trump dovrà escogitare qualcosa di efficace, in quanto rappresenta quello che i Paesi europei hanno più bisogno in un momento di disgregazione, un'identità nazionale che difenda gli interessi di ogni Paese.

















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