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LA REVOCA DELL'IMMUNITA' A MARINE LE PEN AUMENTA LA SUA PROBABILITA' DI VITTORIA

Il Parlamento europeo ha messo a nudo il leader del Fronte Nazionale e deputato europeo Marine Le Pen della sua immunità parlamentare dopo una richiesta dai procuratori francesi.
I pubblici ministeri a Nanterre vogliono sporgere denuncia contro di lei per "la pubblicazione di immagini violente."
Le accuse portano una multa massima di 75.000 euro ($ 79.000) e una condanna a tre anni di carcere.
Le Pen ha solo condiviso le foto raccapriccianti di Daesh (ISIL / ISIS) mentre uccide con i suoi seguaci su Twitter a dicembre 2015.
"Daesh è QUESTO!" Le Pen ha twittato, insieme a foto grafiche delle esecuzioni di Daesh usate per illustrare il suo punto di vista.
Le tre foto hanno mostrato il corpo decapitato del giornalista James Foley e altri due prigionieri.
Le Pen in seguito ha cancellato le foto dopo una denuncia dai genitori di Foley, ma ha difeso le sue azioni, dicendo che non sapeva chi erano le vittime e che le foto erano facilmente reperibili su internet.
E …

IL DITTATORE UCRAINO IN CRISI VA A BRUXELLES

Per Kiev le cose non si mettono bene: alle elezioni in Moldavia e Bulgaria hanno triofato due presidenti filo-russi, alle primarie francesi ha vinto un candidato vicino a Mosca e nella lista delle priorita del presidente eletto degli Usa Donald Trump non figura la questione ucraina. Lo riporta oggi il quotidiano francese Le Monde.

Dopo tre anni dalla rivoluzione ucraina, che ha portato al potere Petro Poroshenko ed è costata la vita a dieci mila persone, la situazione in Ucraina non è migiorata. La pubblicazione nota che la svolta, consistente nella realizzazione degli accordi di Minsk, non è stata ancora intrapresa. Oggi Poroshenko si è recato a Bruxelles per difendere gli interessi ucrainia. Inoltre, dopo la vittoria di Trump alle presidenziali americane e la sua chiara posizione nei confronti di Putin, gli ucraini temono che il loro paese possa essere "sacrificato sull'altare del realismo". Kiev non naviga in acque tranquille. Oltre alla minaccia d'oltre oceano, anche nelle vicine Moldavia e Bulgaria così come in Francia si sono affermati leader apertamente filo-russi. La pubblicazione ricorda che il 18 novembre il presidente uscente degli Usa Barack Obama ha sottolineato la necessità delle sanzioni contro Mosca. Egli vorrebbe raggiungere la soluzione della crisi ucraina entro la fine del suo mandato (gennaio 2017), perché si è reso conto che la questione non rientra nella lista delle priorità del suo successore. D'ora in poi la responsabilità grava sulle spalle dell'Europa e quest'ultima non può evitarlo.

Fonte:https://it.sputniknews.com/mondo/201611243677807-ucraina-poroshenko-bruxelles/

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