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LA REVOCA DELL'IMMUNITA' A MARINE LE PEN AUMENTA LA SUA PROBABILITA' DI VITTORIA

Il Parlamento europeo ha messo a nudo il leader del Fronte Nazionale e deputato europeo Marine Le Pen della sua immunità parlamentare dopo una richiesta dai procuratori francesi.
I pubblici ministeri a Nanterre vogliono sporgere denuncia contro di lei per "la pubblicazione di immagini violente."
Le accuse portano una multa massima di 75.000 euro ($ 79.000) e una condanna a tre anni di carcere.
Le Pen ha solo condiviso le foto raccapriccianti di Daesh (ISIL / ISIS) mentre uccide con i suoi seguaci su Twitter a dicembre 2015.
"Daesh è QUESTO!" Le Pen ha twittato, insieme a foto grafiche delle esecuzioni di Daesh usate per illustrare il suo punto di vista.
Le tre foto hanno mostrato il corpo decapitato del giornalista James Foley e altri due prigionieri.
Le Pen in seguito ha cancellato le foto dopo una denuncia dai genitori di Foley, ma ha difeso le sue azioni, dicendo che non sapeva chi erano le vittime e che le foto erano facilmente reperibili su internet.
E …

LA MAGGIORANZE PER LA RUSSIA DELLE REPUBBLICHE DELLA MOLDAVIA E BULGARIA RITORNANO AL GOVERNO

E' un fatto risaputo che le politiche sovranazionali dell'Unione Europea e della sua amministrazione politica hanno portato nel corso degli ultimi anni ad un sempre più profondo impoverimento di quei Paesi appartenenti alla zona euro, contrariamente ai Paesi che hanno mantenuto la valuta nazionale che godono di un'economia nettamente più solida, tutto ciò è stato aggravato oltre ogni eccesso dalla decisione degli ultimi anni di favorire l'entrata illegale di quasi due milioni di extracomunitari illegali in Germania e in Italia, perlopiù messi in moto da un'esodo senza fine dai Paesi dell'Africa e ovviamente dalla Siria.
Tutto questo ha avuto tre drammatici effetti:
1) Lo spreco di miliardi di euro per il loro sostentamento, andando direttamente a pesare sulla ripresa economica europea e mettendo al secondo posto i cittadini, già impoveriti da anni di recessione economica, rispetto agli stranieri.

2) Uno spaventoso aumento dei crimini a sfondo sessuale e spaccio di droga sul territorio europeo, dove nel caso dei primi a farne le spese sono state le ragazze connazionali europee di Germania, Svezia, Austria, Francia e Finlandia; nel secondo caso invece si è assistito ad un'aumento del traffico di droga dove spesso erano proprio i cosidetti richiedenti asilo ad essere coinvolti.3) La Comissione Europea ha commissionato l'obbligo di ricollocare diverse migliaia dell'afflusso di extrcomunitari in ogni Paese membro dell'Unione Europea, con la ferma opposizione del gruppo di Paesi dell'Est, definito Visegrad (Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia) chiaramente una decisione che mira a costringere il governo di ogni Paese ad ospitare sul suo territorio migliaia di induvidui, di cui non si sa ne fedina penale ne altro ancora. Chi rifiuta si vedrebbe imporre una multa di 250.000 euro a extracomunitario rifiutato. Decisamente un modo indirettamente autoritario per piegare altri Paesi ad un sistema politico sovrannazionale.
L'Unione Europea negli ultimi anni a causa dell'incompetenza dell'amministrazione interna ha visto chiaramente un rapido deteriorarsi dei rapporti interni ai suo Paesi e nel contempo rapidi contraccolpi che hanno portato a rapidi cambiamenti della scena politica dove movimenti politici nazionali scelti dalla popolazione ne stanno rapidamente cambiando il riassetto interno.
1)Il successo dell'uscita dell'Inghilterra dall'Unione Europea dove in seguito al referendum contrariamente alle previsioni sarà l'economia più in crescita dei Paesi del G7.
2) Il successo della barriera contro l'immigrazione illegale voluta dal premier ungherese Viktor Orban, che ha effettivamente risparmiato il Paese da un'afflusso di migliaia di extracomunitari illegali.
3) Il successo del Partito tedesco Alternativa per la Germania e quello austriaco FPO, dato ampiamente per vincente alle elezioni di dicembre 2016.
E troppi altri esempi impossibili da ennumerare tutti.
Dopo questi successi nella giornata del 13 novembre 2016 la situazione è ulteriormente migliorata in due Paesi considerati filo-UE.

In Bulgaria il 53enne, dinamico candidato filorusso del partito socialista d’opposizione, il generale Rumen Radev, ex capo dell’aeronautica militare, ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali con un confortevole 58 per cento secondo gli exit polls. Immediata reazione, cioè dimissioni, del premier di centrodestra Bojko Borissov, che sosteneva la candidata sconfitta del suo partito (Gerb) Tseska Tsaceva.

Analoga situazione in Moldavia, ex repubblica sovietica, il più povero paese del continente in assoluto, tenuto in piedi in buona parte dagli aiuti della vicina Romania membro di Ue e Alleanza atlantica, anche là al ballottaggio per l’elezione a suffragio universale diretto del capo dello Stato: Igor Dodon, candidato filorusso ed esponente della minoranza russa difesa da un importante contingente dell’Armata di Putin E' piuttosto evidente che nonostante la massiccia campagna di discriminazione voluta dall'Unione Europea contro la Russia, gli ex Paesi sovietici hanno scelto come modello la Russia di Putin che un'esempio in declino come l'Unione Europea.
Tutto questo arriva sulla strada di una riappacificazione delle relazioni tra la Federazione Russa e la Repubblica della Georgia dove a fine ottobre 2016 il premier giorgiano ha dichiarato una priorità la normalizzazione delle relazioni con la Federazione Russa.
A tutto ciò si è sommato il fatto che negli Stati Uniti è salito al governo un repubblicano che ha apertamente dichiarato di voler una normalizzazione delle relazioni con la Russia e che potrebbe sostenere l'adesione della Crimea, cosa non fatta nonostante le evidenze dalla precedente amministrazione aggressiva di Barack Obama.

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