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LA REVOCA DELL'IMMUNITA' A MARINE LE PEN AUMENTA LA SUA PROBABILITA' DI VITTORIA

Il Parlamento europeo ha messo a nudo il leader del Fronte Nazionale e deputato europeo Marine Le Pen della sua immunità parlamentare dopo una richiesta dai procuratori francesi.
I pubblici ministeri a Nanterre vogliono sporgere denuncia contro di lei per "la pubblicazione di immagini violente."
Le accuse portano una multa massima di 75.000 euro ($ 79.000) e una condanna a tre anni di carcere.
Le Pen ha solo condiviso le foto raccapriccianti di Daesh (ISIL / ISIS) mentre uccide con i suoi seguaci su Twitter a dicembre 2015.
"Daesh è QUESTO!" Le Pen ha twittato, insieme a foto grafiche delle esecuzioni di Daesh usate per illustrare il suo punto di vista.
Le tre foto hanno mostrato il corpo decapitato del giornalista James Foley e altri due prigionieri.
Le Pen in seguito ha cancellato le foto dopo una denuncia dai genitori di Foley, ma ha difeso le sue azioni, dicendo che non sapeva chi erano le vittime e che le foto erano facilmente reperibili su internet.
E …

IL MEDIO EUROEVO


Riflettiamo su una questione molto semplice, cosa ha prodotto l'L'Unione Europea ai 27(-1) Paesi membri che la compongono?
Tutto inizia con il successo del referendum inglese di lasciare il cosidetto mercato unico europeo e la stessa Comunità Europea.
La strada per il divorzio ha avuto inizio con Heath, che ha detto in una trasmissione televisiva, Gennaio 1973:
"Ci sono alcuni in questo paese che temono che ad andare in Europa, saremo in qualche modo a sacrificare l'indipendenza e la sovranità. Questi timori, non ho bisogno di dire, sono del tutto ingiustificati."
Tuttavia, il blocco si è trasformato dall'essere un blocco commerciale - basato sulla vecchia europa del carbone e dell'acciaio (CECA) e la Comunità Economica Europea (CEE), formato da Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Germania Ovest nel 1951 e 1958, rispettivamente, - ad un blocco più politico sotto controllo del Trattato di Maastricht del 1992, che ha istituito l'Unione Europea nel 1993.
Il trattato di Maastricht - firmato da un altro conservatore primo ministro, John Major - ha portato ad un'ulteriore controllo e integrazione dell'UE, maggiori poteri per il Parlamento, nonché la creazione della moneta unica dell'euro. Tuttavia, il Regno Unito non è andato insieme a tutti del Trattato di Maastricht. Né ha un account con altri emendamenti.
Da allora le creazione di regole e la formazione di un sistema di politiche sempre più rigoroso all'interno dell'Europa ha sottratto sempre più liquidità e flessibilità agli altri Paesi, arrivando così a limitarne persino le azioni politiche di ognuno di essi senza chiedere il permesso all'Europa.
Il cosidetto motto "Ce lo chiede l'Europa" è direttamente un enfasi di quello che oggi è l'Unione Europea, un regime di regole talmente fitto da non necessitare nemmeno di una politica autoritaria per limitare la decisioni sovrane dei Paesi membri.
Eppure quando Donald Trump ha fatto una recente osservazione circa l'euro ha confermato chiaramente chi ha guadagnato con l'avvento della cosidetta moneta unica.

Il capo del Consiglio per il Commercio di Donald Trump, ha fatto un'osservaziona alla Germania e l'euro lanciando accuse di sottovalutazione che solitamente l'amministrazione Usa riserva alla Cina.
In un'intervista al Financial Times, Navarro ha definito l'euro "un marco tedesco" fortemente sottovalutato, del quale Berlino si avvantaggia nei confronti degli Usa, ma anche nei confronti dei suoi partner dell'area euro.
La realtà dei fatto è che di tutti i Paesi che in tutta la zona-euro ci hanno guadagnato di più sono in particolare quelli tedeschi, ma più di tutti proprio la Germania.
Le mappe regionali in Europa del PIL dal 2000 in poi mostrano che la Germania si “arricchisce”, mentre rallentano le ex-aree produttive dell’Eurozona (in primis il Nord Italia).
Quali aree d’Europa c’hanno guadagnato e quali c’hanno rimesso con l’Euro?
Per rispondere a questa domanda, utilizziamo un parametro: il Prodotto Interno Lordo procapite a parita’ di potere d’acquisto.
Partiamo dal Periodo 2000-2008:
– L’area d’Europa che s’e’ maggiormente impoverita e’ il NORD ITALIA; seguono a ruota le regioni industriali e piu’ avanzate della Francia
– Le aree che maggiormente si sono arricchite sono: EST EUROPA, Grecia e le regioni meno avanzate della Spagna
In sintesi si sono impoverite maggiormente le regioni forti ed industriali, competitors della Germania, e si sono arricchite maggiormente alcune aree piu’ remote ed arretrate dell’Europa, guarda caso esattamente le aree dove maggiore e’ stato l’afflusso di capitali esteri, spesso spinte da bolle immobiliari.

Ora vediamo il Periodo 2008-2011:
– Le aree d’Europa che si sono maggiormente impoverite sono quelle PERIFERICHE
– Le aree che maggiormente si sono arricchite sono: GERMANIA ed alcune nazioni ad essa connesse
In sintesi si sono impoverite ancora una volta le regioni forti ed industriali, competitors della Germania, e con esse hanno fatto un balzo all’indietro le aree dove precedentemente erano arrivati copiosi capitali esteri e dove con la crisi sono fuggiti, e sono esplose le bolle immobiliari. A questo punto la Germania ed alcune piccole nazioni limitrofe si arricchiscono.
Non abbiamo una Mappa disponibile per il Periodo 2011-2014, ma possiamo dirvi che in conclusione:
– Le aree d’Europa che si sono maggiormente impoverite sono quelle PERIFERICHE dell’Eurozona
– Le aree che maggiormente si sono arricchite sono: GERMANIA ed alcune nazioni ad essa connesse, nonche’ le nazioni fuori dall’Eurozona
Tra il 2000 ed il 2014, nel complesso il prodotto interno lordo procapite a parita’ di potere d’acquisto vede:
- Un ‘arricchimento della GERMANIA e di alcune piccole nazioni collegate
- Un’impoverimento evidente dei maggiori Competitors continentali della Germania, aree forti economicamente dell’Eurozona, a partire dal NORD ITALIA, ma anche CATALONIA, OLANDA, IRLANDA e FRANCIA del Nord Est.
Al di fuori di questo perimetro, rallentano Grecia e Sud Italia e si rafforzano alcune nazioni dell’Est Europa che generalmente non adottano l’Euro.
Ad oggi lo scenario che sta emergendo in generale sulla Comunità Europea è quello di un'area continentale che sta economicamente morendo a vantaggio di una sempre più crescente potenza economica che è la Germania e altri Paesi tedeschi del Nord Europa.
La situazione che si sta venendo a produrre da alcuni anni è quella che Paesi come Grecia, Italia, Spagna, Portogallo ecc stanno vivendo quello che risulta essere un gigantesco esodo verso Paesi economicamente più affidabili.
Italia:Nel 2015 il numero di italiani che sono fuggiti all'estero sono stati 107mila, soprattutto gli under 35.
Nel primo gennaio 2016 una stima più di lungo termine ha calcolato 4.8 milioni (4.811.163), con una crescita del 3,7% rispetto l’anno precedente (+174.516 unità).
Chiaramente la nuova generazione di europei se ne sta andando in Paesi più consoni alle loro necessità.
Per contro ormai dal 2014 ad oggi la Comunità Europea ha favorito, incentivato e promosso una massiccia immigrazione di extracomunitari, un mix di profughi e immigrati illegali per renderne più difficile la distinzione dai Paesi africani e dalla Siria arrivando a promuovere programmi di finanziamento e integrazione dal costo di diversi miliardi di euro.
La cifra ormai del numero di extracomunitari arrivati in Europa è attorno ai 2 milioni.
Il numero di crimini legati da parte di extracomunitari verso le comunità locali si è tradotto in un ondata di auto incendiate negli ultimi anni nelle principali città svedesi; aumento delle aggressioni a sfondo sessuale tra Germania, Austria, Svezia e Finlandia; un certo numero di attentati in Francia, Belgio e Germania .
La sicurezza all'interno della Comunità Europea ha mostrato di non saper controllare questi fenomeni, nonostante le numerose dichiarazioni che vengono fatte per tutelare l'immagine.
Ma a preoccupare è semmai il panorama continentale che si è venuto a creare.

-Sulla Catena Alpina il risultato dalla carenza di finanziamenti ad infrastrutture ha portato le aree di montagna a spopolarsi dove specialmente la nuova generazione si sposta nelle aree urbane dove vi è una maggior probabilità di trovare lavoro, ma questa è anche una tendenza naturale del maggior sviluppo.

-In Grecia, a causa delle restrittive politiche europee, l'aumento delle tasse e la povertà diffusa in quella che una volta era un'economia prospera i greci ora sono letteralmente costretti a mangiare gli avanzi dei profughi immigrati.

-In Italia il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni risale a dicembre superando quota 40%. È quanto rileva l'Istat spiegando che la quota di disoccupati sul totale degli attivi in quella fascia di età (occupati e disoccupati) a dicembre è al 40,1%, in aumento di 0,2 punti percentuali sul mese precedente, al livello più alto da giugno 2015.

-I paesi ex-comunisti che hanno aderito all'Unione europea dal 2004 in poi hanno sognato di trasformarsi rapidamente nella Germania o nella Gran Bretagna.
Invece, molti dei loro lavoratori stessi sono costretti a trasferirsi in Germania o in Gran Bretagna.
La popolazione in età lavorativa della Lettonia è scesa di un quarto a partire dal 2000; un terzo di coloro che si è laureato presso l'Università tra il 2002 e il 2009 era emigrato dal 2014.
I sondaggi di studenti di medicina bulgari mostrano il piano del 80-90% di loro di emigrare dopo la laurea.
La perdita di lavoratori della Lituania è costosa, dice Stasys Jakeliunas, un economista.
Le rimesse e i fondi UE per gli aggiornamenti delle infrastrutture hanno aiutato, ma la carenza di manodopera scoraggia gli investimenti stranieri e la crescita economica.
Secondo FMI, in alcuni paesi dell'Est Europa, l'emigrazione ha rasato 0.6-0.9 punti percentuali di crescita annua del PIL nel 1999-2014.

Sotto molti punti di vista l'Unione Europea si è manifestata un sistema politico di controllo che vincola, limita e controlla i suoi Paesi membri, ma quello che non ci si è resi contro è che la Germania sta guadagnando pericolosamente influenza sull'interno Vecchio Continente.
Un'Europa con un debole PIL e una società divisa e condizionata da sistemi mediatici che promuovono tale sistema come esempio da seguire sono in grado di mantenere lo status quo per molto tempo, mentre lo stesso sistema sociale con piccoli ma costanti cambiamenti continua a indebolirsi anche nei cambiamenti politici.
Per esempio, in Grecia la popolazione sembra essersi abituata alla povertà quotidiana, in Italia invece la popolazione si è abituata ad aver avuto Quattro Legislature, ovvero quattro Presidenti del Consiglio, mai eletti alle urne in mezzo decennio e l'economia italiana a differenza del resto del mondo resta stagnante come la media dell'eurozona.
Tale status quo delle cose sembra destinato a continuare anche quando la stessa Unione Europea ha manifestato in appena tre anni un segnale forte che le sue fondamente non sono così solide come si pensava, semmai è inclinata a picco sull'oceano in progressiva fase di affondamento.

I cinque sistemi di allarme sono già tutti attivati:
-In un solo anno e mezzo: Islanda, Svizzera e Turchia hanno ritirato la domanda di adesione all'Unione Europea.
-L'Inghilterra ha iniziato le fasi di separazione dell'Unione Europea.
-In tutti i Paesi europei sta crescendo un forte senso di opposizione al sistema europeo.
-Il sistema politico che gestisce l'Unione Europea si limita alla continuità ma non possiede alcuna prospettiva politica sul futuro, sommato al fatto che l'economia e l'occupazione continano circa allo stesso livello ogni anno.
-Nel 2017 si terranno le elezioni politiche in diversi Paesi principali dell'Unione Europea: Olanda, Francia, Repubblica Ceca e Germania e in ognuno di questi Paesi i sondaggi danno un forte consenso ai partiti di formazione nazionalista.
Come a sottolineare questo fatto recentemente il parlamento europeo ha fatto una dichiarazione la quale da sola dice molto.
Alla Commissione europea, dopo una promessa generica di intervento del presidente lussemburghese Jean-Claude Juncker, il commissario estone Andrus Ansip ha annunciato interventi sui vari Facebook, Google o Twitter, qualora questi social network non introducano adeguati controlli per impedire la circolazione in rete di notizie ipoteticamente false.
Oltre alla Germania, vari governi Ue appaiono favorevoli ad approvare una legislazione europea per arginare la cosidetta disinformazione tramite i social network.
Numerosi premier europei si sono allertati dopo quanto è successo nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, dopo la vittoria del repubblicano Donald Trump.
Ma in alcune capitali Ue non vorrebbero rischiare le polemiche e le proteste del popolo della rete, che scaturirebbero in caso di restrizioni della libertà di far circolazione le notizie sul web. Per questo la Commissione europea intenderebbe iniziare a fare pressione sui principali social network per convincerli ad attuare un «codice di condotta» contro i tentativi di disinformazione sul web.
Il commissario Ue Ansip ha però ammonito che, se i vari Facebook, Google o Twitter non si assumeranno maggiori responsabilità nel controllare le notizie che consentono di diffondere, l’alternativa saranno gli interventi di Bruxelles. «Sono preoccupato, e tutti sono preoccupati, dalle notizie false, specialmente dopo le elezioni negli Stati Uniti — ha dichiarato Ansip al quotidiano britannico «Financial Times» —. Credo fermamente nelle misure di autocontrollo. Ma, se sarà necessario qualche tipo di chiarimento, saremo pronti».
Una palese minaccia che dimostra quanto la crisi di credibilità da parte della gente abbia allarmato i palazzi del potere europeo che stanno lentamente perdendo i loro interessi.
Un fatto positivo ma che sicuramente si cercherà di evitare.
Sicuramente la situazione di disagio non proviene dalla notizie false ma dai danni di chi ha fatto irresponsabili scelte a danno e spese degli europei.



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